Archive for agosto 2004

31 agosto 2004

Tutto in una foto..

31 agosto 2004

Alla mia Nonna Ricciola

Non voglio che sia qualcosa di triste Nonna, questo piccolo pensiero che ti dedico oggi. Tu non lo eri una donna triste e io nn voglio esserlo quando ti ricordo. Se c’è una cosa che ho imparato da te è la gioia. Tu ridevi sempre Nonna, tu cercavi il bello in tutte le cose, sul tuo volto c’era sempre quell’allegria che si vede solo nelle persone semplici, nelle persone che hanno imparato a gioire delle piccole cose. Un fiore, una tortora, una passeggiata per le colline, o un giro nei boschi. Questa era la tua vita. E prendersi cura di noi. Tu eri il centro della nostra famiglia. La tua casa era un porto dove tutti noi trovavamo riparo. E’ impensabile non associarti all’odore del mangiare e a quel profumo di buono che c’era in casa tua. al profumo degli asciugamani in cui tuffavo il naso.. alle merende con pane olio e uva, alle castagne che sempre erano nelle tue tasche.. e a quelle caramelle di zucchero.. che tu sapevi che io sceglievo sempre il colore, e alla fine rimanevano solo quelle verdi.. ma nn mi brontolavi mai.. E mille altre cose ho di te nel cuore Nonna.. mille attimi che abbiamo condiviso anche quando io ero più grande.. Ricordo quella volta che mi hai aiutato con i fiori del giardino.. ad attaccare le tende a casa mia.. Ricordo la prima volta che tu e il Nonno siete venuti a mangiare nella mia casa.. Come eri meravigliata quel giorno..

Ma la cosa più bella, la cosa che mi commuove di più e quella a cui tengo è che sono ancora capace di ricordarmi la tua voce, il suono della tua risata e nel mio cuore e nella mia mente ci vedo ancora mentre saliamo il poggio sopra al campo del  Nonno e tu canti.. e io sono sempre quella piccola bambina che ti trotterellava dietro.

 

29 agosto 2004

” Di notte, dalla grande ferita aperta nella cupola filtrano luci partite milioni di anni fa, rimbalzano sull’immane specchio e risalgono fino a una piccola cabina, appesa in alto, dove seduto su una sedia girevole, un uomo le raccoglie. E per questa newtoniana faccenda di rimbalzi e riflessi, accade una cosa che appare bellissima, al profano quanto meno, perchè al sapiente sembrerà ovvia, ma per il profano, che non se l’aspettava, suona bellissima, e perfino vagamente simbolica: per gardare la punta del cielo, l’astronomo guarda in basso. Sta chino su uno strumento, come se fosse un semplice microscopio, e appeso lassù, guarda il cielo, guardando per terra.” Alessandro Baricco – Palomar e Palomar – Barnum 2

28 agosto 2004

E continuano, i telegionarli, a parlarci della fine del Sig. Baldoni. E hanno molto rispetto per la famiglia, se ne stanno lontani da casa e nn li intervistano, ma continuano a vomitarti addosso la fine che ha fatto, e scusate ma a me questo non mi sembra rispetto per nulla. Si xchè in definitiva io me lo sentivo che lo avrebbero fatto fuori. Me lo sentivo dal primo secondo che lo hanno detto, era piuttosto logico.. non puoi sempre far la voce grossa e poi basta.. ogni tanto devi pure pestar duro se vuoi far capire che il birbo sei te davvero. E loro, birbi lo son parecchio. E in definitiva a noi nn ci cambia nulla sapere come lo hanno ucciso, serve solo casomai ad aumentare lo strazio, a farci capire che l’uomo in fondo nn è uomo ma solo bestia. In certi casi, e forse anche in altri. A noi nn ci cambia nulla, ai familiari parecchio. Io nn sò come mi sentirei a esser sua figlia adesso. Non riesco a immaginarmelo, e detto da una che quando va bene con suo padre ci letica almeno 7 volte al giorno non è male. E si che alle volte lo venderei agli zingari e nel resto dei casi preferirei che sprofondasse nel terreno.. specialmente quando mi stressa a lavoro.. ma mi domando quale sarebbe la mia reazione in una situazione così..

Io nn vorrei sapere come è stato ucciso mio padre.. e nn vorrei che fosse di dominio pubblico.. insomma..

26 agosto 2004

Dislessie oculari. Si, perchè nn c’è peggior cosa che avere una memoria visiva sviluppata.. la mia appunto. E ancora non ho capito bene come funziona la mia memoria, e non di meno (non di meno che lo sò che non funziona, questo intendevo) riesco a sorprendermi sempre delle mie cervellotiche risorse..E non ho ancora capito come mai non riesco a ricordarmi le cose che voglio e invece certi particolari me li ricordo tutti.. non ricordo gli appuntamenti e invece ricordo i numeri di telefono.. non ricordo i nomi delle persone ma magari mi ricordo che lavoro fanno.. Non ricordo i titoli delle canzoni.. ma sò a mente tutti i testi.. Non ricordo i titoli dei libri.. e se è per quello a volte neppure i contenuti.. ma questo nn conta.. Se è per quello poi so ancora a mente tutta la poesia di Carducci “Davanti San Guido” che la Professoressa Stocchi ci fece imparare a mente per punizione in prima media perchè osammo non alzarci in piedi quando entrò il preside, che poi non gliel’ho mai detto ma …Prof.. Fanculo và..

E insomma anche altre volte ho detto che nel mio piccolo paese non ci sono + librerie.. e che i libri li puoi comprare solo all’ipercoop.. e già questo mi sta su perchè li devi fare tutto da te e si perde quel sano e gradevole ciarlio con il libraio, che insomma c’ha sempre il suo perchè.. perchè lui i libri li ama e li conosce meglio di chiunque.. e il suoi pareri son sempre più che gradevoli.. E insomma son due giorni che mi aggiro come uno zombi nel reparto libreria in cerca di questo libro di cui conosco la copertina.. e non lo cerco leggendo i titoli.. lo cerco a occhio.. e siccome li non li mettono con una logica, io entro nel reparto, comincio dal principio e guardo

e guardo e guardo e guardo ( e guardo ) e riguardoooooooooo

e non lo trovo.. e leggo titoli di gente sconosciuta (a me per lo meno) e non trovo quell’autore.. possibileeeeeeeeeeeeee!!

E fruco con gli occhi.. e fruco parecchio.. l’altro ieri ho frucato per mezzora.. (senza ributolare niente con le mani.. solo con gli occhi). E nulla! vengo via sconsolata con la coda penzoloni.. anzi a volte mi son sciolta pure i capelli.. E’ che proprio non mi và di scrivere il fogliolino per richiedere il libro apposta x me.. Io voglio trovarlo li.. Deve andarci da solo.. Ovvia.

E sai qual’è il salmo della storia..? il salmo è che l’edizioni Bur hanno cambiato impostazione della copertina.. hahaha e c’ho voglia di cercare.. E difatti il libro se ne stava li , bello bellino e ce ne erano pure parecchie copie.. solo che io nn lo vedevo.. Io cercaco una copertina bianca con sfondo un mare agitato.. il nome grande nel centro.. e adesso lo sfondo è bianco si.. ma nel mezzo c’è una donnina sfumata sul marrone e il nome si vede poco in un riquadro celestino/ verde acqua.

Ecchecavolo edizioni Bur.. Ditelo!!

26 agosto 2004

Non sò che scrivere e questo è molto strano di per se. Oggi il vento confonde i miei pensieri. Mi piace sentire il vento addosso.. mi piace quando ho i capelli lisci sentirli muovere sulla schiena. Stamani a giro camminando godevo della mia pelle esposta al vento e dei miei capelli liberi di muoversi.. e della gonna che frusciava.. a volte mi domando come ho potuto vivere non ascoltando le mie sensazioni.. e come faccio a mantenerle sotto la maschera che troppo spesso metto. Sto scoppiando.

“Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.” A.Baricco – Oceano Mare

25 agosto 2004

 

Voglio un addomesticatore di cuori.

24 agosto 2004

Sto per andare a letto.. sono stanca.. il telefono a suonato adesso.. Mi viene in mente l’immersione sul Durraven.. “sei pronta?” “si”, la stretta al braccio che mi hai dato quando hai visto la cernia. Il nudibranco.. e poi le tue mani che mi indicano i pesciolini durante la risalita.. quello sfarfallare delle tue dita .. Sai cosa mi sembravano quei pesciolini? mi sembravano gocciole di mercurio.. sai quando si rompe il termometro.. da piccola mi divertivo a far scorrele le gocciole nelle fughe dell’impiantito.. Quei pesciolini piccoli e pazzi mi sembravanos pinti dalle mie dita di bambina.. Capivo che anche a te piaceva.. ma non ho avuto coraggio per raccontarti i miei pensieri..

24 agosto 2004

Il mio rapimento

“allora.
dopo avere fatto la ceretta, rubo un risciò quelli con la bicicletta elettrica.
lo camuffo da ferrari in modo da passare inosservato (tanto la strada davanti casa tua è in discesa) ti rapisco e alla prima curva nascondo i pezzi tarocchi. poi arrivato alla sede della ex ferrovia da arezzo a fossato di vico rubo un vecchio treno e cerco di farlo andare senza le rotaie almeno fino ad anghiari dove alla mitica locanda di sorci, quella del fantasma, mi camuffo da fantasma e per alcuni km fino a umbertide si va così. alla scorciatoia della e 45 si ruba un camion e si va oltre il passo verso la marecchia, ma a pennabilli si gira per carpegna e alla cantoniera si abbandona il mezzo e si va al faggio. al faggio si scende per sestino dove si va in canoa fino a urbino là mi recupera mio fratello e ci si lava civilmente poi con l’ape piaggio del vecchietto si arriva alla supestrada al furlo e vestiti da scout si scrocca oscpitalità alla casa scout. il giorno dopo in bicicletta si va verso cagli e verso pergola da dove sul vecchio treno si arriva a fabriano.
da fabriano ad ancona non c’è storia si rapisce il sindaco ci si sposa e poi si decide dove andare a vivere.
vabbuono?”

Quasi quasi accetto..

24 agosto 2004

ok.. devo decidermi a pulire il garage.. è ufficiale..

Ieri sera mentre ero al pc (in cucina) mi è zompettato davanti un ragno grosso come una mano.. e m’è toccato farlo fuori a suon di ciabattate.. non sto neanche a spiegare lo schifo.. per addormentarmi ho impiegato mezzora perchè nn sopportavo le lenzuola e nn potevo tenere le mani oltre il letto che avevo paura che qualcosa mi toccasse..

Adesso.. mentre sono di nuovo al pc, sempre in cucina e con la porta del garage aperto è entrata dentro la mamma, o i babbo , di quello di ieri sera.. nn solo grosso.. ma anche più peloso e più schifoso.. Mi veniva da urlare in una maniera assurda e siccome sono scalza m’è toccato ucciderlo con il manuale di sub che sto studiando..

Maremma che schifo.. adesso nn sò come fare a andare in garage.. c’ho una paura bestia e nn faccio altro che toccarmi le gambe che mi sento camminare ovunque.. madò che schifo.


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