Archive for aprile 2005

29 aprile 2005
Sono in cinta. ( no di cinta senese.. un fare i simpatico, la leggo l’ironia dipinta fra le tu sopracciglia)
Non so nemmeno io perché ho tardato così tanto a dirlo. E’ che dopo l’ultima volta temevo che qualcosa andasse storto di nuovo e non ho detto niente.  Ma adesso nn posso più farne a meno perché il tempo sta per scadere.
E’ stata un’esperienza inattesa. Non mi sarei mai aspettata di scoprirlo per caso di lunedì. Non mi sarei aspettata un pizzico su una mano come prima reazione.
Anche se è stata inattesa questa gravidanza è stata accolta dai membri della mia famiglia con molta gioia. Da tutti. Tutti sono impazziti per i progressi e abbiamo gioito insieme per ogni avvenimento.
Tutti stanno già confabulando sui nascituri. Ancora non abbiamo parlato dei nomi. Credo che attenderemo il momento della nascita per scegliere quello più appropriato. Ogni mattina vedere questa nuova vita è un miracolo. E la dolcezza dell’attesa strugge anche i cuori più duri.
Anche i miei nipoti si sono lasciati addolcire dal lieto evento. E mio padre si fa morbido e curioso..
Il padre dei piccoli continua a comportarsi in modo scellerato.
Ma cosa c’era da aspettarsi da uno così..?
 
Non ho controllato la luna.. ma credo che il grande giorno sarà martedì prossimo.
 
Ero titubante.. ma in fine ho deciso di pubblicare la foto della prima ecografia     ..(pigia.. ora fà).
 
Un bacio FatB
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29 aprile 2005
Guidare verso Firenze al tramonto. Con i pensieri in silenzio e gli occhi che scorrono su un cielo di nuvole disegnate come sbavature in un acquerello. In silenzio, anche la musica scivola piano sui miei vuoti. La tensione di questa giornata pesante si accumula nella pancia.
Sensazioni di irreale libertà snodano piano i sospiri. Mi lascio cadere in sorrisi non forzati aggrappandomi a solletico leggero. Vortici lineari.
La musica smeriglia le mie piccole convinzioni portandomi surreali brividi di solitudine. Fragile e tesa fatico a liberare i tremori delle mie ossa.
Ma miele lenisce ogni punto di sutura e sorrido di urla sussurrate a mezza altezza.
Chiudo gli occhi a momenti.
Lascio andare lontano le metastasi, liberandomene. Note che come lavatrici isteriche sciacquano le mie vene. “Vivere male prima o poi ti fa male”
Intorno a me tutto è mio.
 
Da solo sul palco, tubi di luce rossa, chitarra in mano. Arpeggio lento. Voce divina. Brividi nella mia schiena.Egocentrico con stile, direi.

Io credo a una maledizione
Mutarmi in un tuo nemico
Sei un grande predatore dentro la mia testa
Che uccide solo per gioco
Ma in questo sei mia complice
La tua magia che muore
La mia magia che muore
In questo siamo complici
Ora che stringi solo un uomo immaginario
Non sono immaginario, non sono immaginario
Io credo sia superstizione
Ma il tuo destino mi usa
E rende ciò che amo quando lo raggiungo
Come qualsiasi altra cosa
Ma adesso siamo complici
La mia magia che muore
La tua magia che muore
In questo siamo complici
Ora che stringi solo un uomo immaginario
Non sono immaginario, non sono immaginario

 

Roba che a esser Ditatore D’italia la metteri obbligatoria per legge.

28 aprile 2005

 

Fra qualche ora.. questo concerto.. questa musica..

Spero solo di riuscire a far uscire fuori tutta la rabbia che ho dentro adesso.

28 aprile 2005

SUBSONICA – TERRESTRE

da notare che lei aveva scritto nelsen ( oramai è una brva donnina di casa.. un pensa che a quello..)

 

28 aprile 2005
d[°.°]b Subsonica – Incantevole
 
Sono qui davanti ferma  a pensare a come sarebbe stata la mia vita senza te.
A come sarei adesso se tu nn mi avessi volato fuori dalla carrozzina a 8 mesi, se non mi avessi insegnato a sputare i noccioli delle ciliegie dalla finestra della cucina, a come sarei se nn avessi messo quei pattini a 3 anni per imitarti.
Penso alle corse nei campi di lucciole a Luglio. A quella volta che siamo andati dallo Zio a cogliere i girasoli. Penso al campeggio e ai lombrichi nella tenda.
Penso a quella volta che ti ho rubato i trucchi per portarli a scuola e te li ho rotti. A quando il gatto ti ha tritato le uova per la festa di carnevale. A quando mi cucivi i vestiti. Penso al giorno del tuo matrimonio. A quando è nato Davide e tu lo tenevi in mano come un tesoro. Penso a quando mi hai detto che aspettavi Daniele. Alle mille volte che hai leticato con il babbo e poi bollivi.
Penso a quando sorridi. A quando cucini. A quando metti le mani in quel modo mentre fumi.
A come sono fortunata ad averti, anche se sono così stronza che nn me ne rendo conto quasi mai.
Penso che ho voglia di vedere la macchia marrone nei tuoi occhi.
Ti prego fai veloce a svegliarti. Ho bisogno di sapere che stai bene.

27 aprile 2005

Subsonica – Terrestre    d[°.°]b

                                               

Si fa presto a dire : voglio l’album dei Subsonica! Poi ..
Venerdì 22.
Venerdì 22 esce l’album dei Subsonica. Terrestre.
Venerdì 22 2005.
OK?
Ok. Vado per il mio appuntamentino alle 7.50 e mi sbrigo veloce.
Devo pure dire che sono all’incirca du settimane che cerco di far attecchire questo album dal ciuco.. Ma un c’è verso.. quello che ti spacciano per tale, non è tale per nulla.
E lo sò che se uno fa certe cose l’è birbo.. che posso dire a mia giustificaZione..
Solo che io lo volevo, lo volevo. E insomma so femmina e bisogna accontentammi in quarche maniera. Ovvia.
Insomma sono precisamente le 8.54 di mattina e io mi trovo davanti al negozio di dischi, spingo la porta e Ops. E’ chiuso.  Come chiuso? – si chiuso-.
Ok, mi metto a guardare la vetrina con tutti i cd di musica nuovi, poi mi sposto nell’altra vetrina dove ci sono gli strumenti.
Mi ricordo che avevamo lezione di musica di mercoledì e di venerdì. La mia breve carriera di Pifferaia fù stroncata da mia madre. E si che mi piaceva un sacco quel piffero ( flauto ) marrone.. Mi piaceva così tanto che non smettevo mai di suonarlo in casa. E lei prese rimedio.
 La mia custodia della chitarra era nera, un po gommosina. Strausata. Era, come tutte le cose, di mia sorella. Ricordo la fatica per imparare quelle quattro note che sapevo suonare, quelle malefiche note che impazzivano spostandosi nei miei occhi. Non ero io che non sapevo suonare. Era la musica che saltava in qua è la fra le mie dita.
La fatica di quegli arpeggi che non mi venivano. Di quelle scritte troppo piccole per me.
Eppure mi piaceva e ci passavo i pomeriggi. Non ero brava. Ero lenta e goffa con le dita.
Son convinta che adesso sarebbe diverso, ma a quel tempo era troppa la mia timidezza, non riuscivo a lasciarmi andare. Ricordo con terrore il saggio a scuola. Cazzo son passati venti anni. Ancora lo ricordo.
Ricordo i viaggi a quel negozio per cambiare le corde quando mi rompevano. Da sola non sapevo farlo.
Sorrido guardando in vetrina una chitarra molto anni 80 con un drago disegnato sopra. Sarei stata fichissima con quella, quand’ero piccina.
Mentalmente mi sono data un termine. Alle 9.05 mene vado. 9.10 massimo.
Vado a fare colazione.
Scalpito. Continuamente guardo l’ora sul cellulare. I minuti si sono fermati credo. Durano almeno un ora l’uno.
Cazzo, avevo anche trovato parcheggio alla prima! Gironzolo lenta in Via Roma. Poi ritorno al negozio.
Perché porca troia, non solo non vendono i libri  nel mio paese.. ma mi tocca aspettare che l’unico venditore di musica faccia i comodi suoi la mattina.
Sono le 9.15 e stremata me ne vado. Sono in ritardo madornale in ufficio.  
Arrivo accendo il ciuco .. nulla. Ci son sempre le tracce tarocche.
Dentro di me sono in ebollizione.
Questo album lo aspetto da tanto. Mi ricordo l’uscita di amorematico.. Ascoltare quelle canzoni era una specie di apnea. Era un mondo in cui ti tuffavi per riemergere assente. Erano così belle che ti stordivano. E lo sono ancora. E sono così vividi quei giorni che il cuore ti salta un paio di colpi solo a ripensarci.
E adesso quest’attesa è insopportabile. E’ insopportabile avvicinarsi così tanto alla meta e poi sentirla scivolare fra le dita.
Odioso. Proprio odioso.
A metà mattina non resisto. Rimonto in macchina e vado al negozio.
Entro dentro che sta dando lo straccio in terra. Quello li mi sta digià sui coglioni. Vorrei entrare dentro chiedendo: ma mi dici dove cazzo ti eri cacciato stamani??? 
Invece dico: Oggi esce terrestre dei subsonica, ne vorrei una copia.
E lui?
Lui mi risponde: Il corriere passa stasera.
Il corriere passa stasera? OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ma che mi pigli pei culo???
Il corriere passa stasera? Ma io ti tronco le manine.. forse non hai capito. Io lo voglio ora l’album!
 
Incazzatissima vengo via di li. Cazzo Juro io li dentro non ci compro più nulla a vita.
Vado a Terranuova, altro negozio di musica, stessa risposta.
 
Ma allora ditelo che ce l’avete con me. Ditelo.
Ditelo, l’album esce il 23 e uno si rassegna. Aspetta fino a domani in silenzio e si mette l’animo in pace.
Ma cazzo se esce il 22 io lo voglio. Lo voglio subito.
 
Alla fine il mio momento di Gloria è arrivato il sabato.
Sabato mattina verso le 11.30 in un negozio storico.
Non da quei due fagiani lì.

26 aprile 2005

Subsonica – Terrestre

 

Mi ci vuole un po di tempo per questo post.. 

Nel frattempo deliziatevi pensando che da domenica nella casetta della FatB risplende la Lampada Libellula dell’Ikea.

22 aprile 2005

Confusione. La testa viaggia sempre su più livelli. Da una parte la felicità e dall’altra la paura. La data è fissata per giovedì prossimo, me lo ha detto adesso.. Le ho chiesto: hai paura? e lei non mi ha risposto ed è andata via con la scusa che ha da fare. Non me lo immagino nemmeno il tormento che deve sentire dentro in questi giorni.. e io mi sento inutile come sorella e come persona. Cerco di parlarle e di essere dolce. Ma ho forse più paura di lei .. e c’è sempre quella patina che ci separa.. questa mia timidezza bastarda che mi fà scrivere milioni di parole ma poi rimango muta e dentro di me. Ho pensato di comprarle un libro, un libro che è molto importante per me. E di scriverle una lettera come ha fatto lei per natale. Ma in realtà non riesco ad iniziarla. Mi metto li davanti al foglio e vorrei dire molte cose… nn ha mai letto le cose che scrivo.. non sà nemmeno che amo scrivere.  Rimango li bloccata con le dita sopra la tastiera. Ferma. e qualcosa non si sblocca. Non è come adesso che le parole vengono fuori da sole.  A volte mi viene un discorso in mente e mi basta liberare la mente e le dita iniziano a picchiettare da sole. Io nn sò quasi cosa scriverò se non un attimo prima di pigiare sui tasti. Questa lettera invece è come un parto.. ogni parola richiede fatica e sforzo. Paura. Ecco cos’è.

[Afterhours – La Vedova Bianca]

Lacrime di Ciliegio

21 aprile 2005

Apparte che ho ingoiato adesso la ciringomma..
apparte che ho acceso per vedere se c’era la Ottola e non c’era.
 
Io nn sopporto gli sconosciuti che ti tacchinano così
 
Linus  :ti va di descriverti un pochino

Serena :hai presente la cucinotta?

Linus :ok e allora

Serena:ecco.. i colori son gli stessi..la forma è tutta diversa

Linus : ok….beh un bel tipino allora

 

21 aprile 2005

In genere fà molto piacere quando ti invitano a scrivere in un Blog collettivo.

In questo caso ho fatto tutto da me, ovvero mi sono autoinvitata. Ho trovato questo blog e già solo il titolo mi piaceva molto. Come è risaputo a tutto il mondo occidentale il mare e il vento sono due delle mie pasioni più grandi.

Il proprietario gentilmente ha accettato accogliendomi fra di loro.

Grazie

Divento Di Vento


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