Archive for giugno 2005

30 giugno 2005

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30 giugno 2005
“Quando eri piccola e ti si portava al mare appena arrivati, mentre noi stavamo ancora scaricando la macchina tu eri già in spiaggia sulla battigia. Ti mettevi li ferma con gli occhi al mare e ridevi”
-Perché facevo così mamma?
“ Perché eri Felice “
 
Surfing: THE CRAMBERRIES –  ODE TO MY FAMILY

29 giugno 2005

E’ il suo compleanno oggi. E’ un periodo che siamo molto ai ferri corti. Temo che in fondo non ci capiremo mai. Vorrei che si ricordasse più spesso quello che è in realtà e che lasciasse quella maschera che porta per tornare ad essere questa bambina con gli occhi dolci.

Auguri Mamma.

29 giugno 2005

Stamani mentre venivo col motorino un tipo mi ha schizzato con lo schizzino dei vetri della macchina.
Ho avuto un flashback assurdo di un pomeriggio di 21 anni fa.
 
 
Mia sorella aveva 19 anni e io ero solo una bimbetta rompipalle che qualche volta usciva con lei di domenica pomeriggio. I miei genitori, gente notoriamente moderna, mi affibbiavano alle sue calcagna affinché non si imboscasse.  Per me erano momenti di puro godimento perché uscivo dalle grinfie dei miei e potevo vedere la disinvoltura di persone più grandi di me.. Mi sembravano dei miti e tutto quello che facevano era imitato da me, nel mio piccolo.
Un giorno eravamo  in macchina di mia sorella ( una 126 bianca ) avevano girato gli schizzini e si divertivano a bagnare le persone che andavano in bicicletta. Le risate di quella giornata me le ricordo ancora.
Qualche giorno dopo, ancora con in mente quella cosa, mi trovavo in macchina con mia sorella. Eravamo a Terranuova e passammo uno in vespa.La 126 di una volta aveva lo spruzzino sul cruscotto. Era una specie di pompetta di gomma morbida che tu dovevi schiacciare con le dita. La mia mano di bambina fù molto più lesta del mio cervello e arrivò allo schizzino prima di aver minimante riflettuto sulle conseguenze disastrose del gesto.
Il tipo non la prese bene e cominciò non solo a inveirci , ma anche a seguirci. ( anche perché io dentro ridevo come un’ossessa..)
Mi ricordo come se fosse adesso la disperazione di mia sorella che nn riusciva a seminarlo e questo tipo che ci inseguiva sbraitando. So solo che alla fine ce la facemmo a seminarlo grazie a un semaforo rosso. Che ci dileguammo per il pestello, e che quel tipo lì non l’ho più rivisto.
Sò che mia sorella me la fece lunga un monte.. Ma in realtà gli schizzini erano ancora in posizione “gioco” e insomma non era colpa mia se lei nn guidava veloce.
Io ero solo una bambina.

28 giugno 2005

Sono parecchio stanca, ancora non ho recuperato da domenica. Non ho ancora avuto il tempo di scrivere il racconto della giornata.. Ieri sera ho passato una bella serata con Lorenzo. Aspettando che calasse la sera, mangiando bene e ascoltando i suoi giochi e le sue piccole chiacchere di bambino. Sono nati dei cagnolini accanto alla nostra terra. Sono sei, piccini e tutti neri. Mi ci incanto a guardarli. Il tramonto ieri sera era bellissimo. Suonano le cicale da molti giorni e l’aria era piena del profumo delle citronelle. Era bello, specialmente quando arrivava quell’ariettina fresca a solleticarci. Gli ho inventato che in Sardegna c’è un asino alto 2 mt con la lingua blu che se non fà il buono lo lecca nella guancia. Dopo lunga attesa e molti ripensamenti ha risposto che se lo lecca nella guancia lui gli tira una bottiglia nel capo e lo fà svenire.

Io nn lo sò come gli vengono in mente certe cose, a un bambino.

 

27 giugno 2005

Glassfish al Thistlegorm

27 giugno 2005
“E’ stato bello, momenti di assoluta dolcezza. A volte i sogni sono così potenti che ti lasciando dentro sensazioni che ti sembra di toccare davvero.. dolcezza come quelle glasse di cioccolato sui bignè, spessa e lucida, ben visibile. Eppure son cose semplici che tieni solo dentro di te, scorte a cui attingi quando ti senti sola.
Il mio sogno era elementare. Eravamo seduti in una stanza con molta luce, seduti per terra su dei cuscini. C’era un piccolo vento che arrivava da una finestra lontana da noi, uno di quei venti appena tiepidi che ti fanno sentire addosso il sapore dell’estate, che ti fanno venire in mente le camminate in pineta alla ricerca di fresco o quei primi momenti quando ti tuffi nell’acqua, che il freddo ti congela, ma solo per un attimo fino a che non cominci a nuotare. Non c’erano mobili intorno a noi, se non un tavolo di legno antico. Una macchia marrone indefinita su uno sfondo chiaro, dei vetri sul tetto che viene a spiovente, per veder le stelle di notte. Parlavamo piano, di noi. Nemmeno parole, sguardi. Ridevamo e stavamo vicini. Io giocavo a toccarti i capelli e tu sbuffavi piano, fintamente annoiato. E poi io ti dicevo: ma la canzone? Mi sono dimenticata di stamparti il Testo….
E tu cominciavi a cantare per me.
Il cuore mi si gonfiava di dolcezza.

Lei è qua, falsità come, radioattività
Che mentre c’è da osare
Uccide lo spettacolo carnale
E l’anima brucia più di quanto illumini
Ma è un addestramento mentre attendo
 
 Ascoltavo rapita quelle parole e la tua voce che si faceva più alta, e ridevo e piangevo insieme. E’ così che mi fai a volte, veramente. Non ci capisco più niente. E’ che sono così felice, e non ci sono abituata a sentire le farfalle nella pancia.
E ti guardavo e poi tu hai iniziato a fare quei versi con la bocca.. e io ridevo e piangevo e il mio  cuore tracimava di te. Sul serio.
Hai tenuto la bocca a forma di o un secondo più del necessario. Solo  per sentirmi ridere ancora.
E poi c’è stato quello schianto, ho temuto che fosse il tuo cuore. Ci sono sempre degli strani rumori dentro le stanze dei miei sogni. Chi sa cosa provi tu quando ti sogno, quando ti  muovi in sincrono coi miei desideri.
Vorrei tanto saperlo. “
 
 
Inside me surfing: Mina – Dentro Marilyn

24 giugno 2005

Sono in ufficio dalle sei e quindici, all’incirca. Gironzolo per siti mentre scarico la posta e registro fatture. Ho passato una nottata orrenda sognando cani magri e neri che correvano saltellando. Cose assurde. Credo di essere parecchio nervosa.

Come si fà a dire a un tuo dipendente che non è idoneo a una certa mansione senza ferire la sua autostima? Come si fà a dire con gentilezza a uno che se non arriva a certe cose da soli, se non le si recepisce sbagliate, non c’è storia.. non c’arriverà mai. Come fai a far capire a uno che certe cose non si spiegano? Non si spiega come ci si deve vestire.. non si spiega che non bisogna  fischettare mentre si passa o tenere le mani in tasca, o sedere a gambe larghe.  Nessuno mi ha mai insegnato che dire e fare a lavoro, non le cose basilari. E non c’entra nemmeno il lavoro a questo punto. Perchè se allraghi un po la visuale ti rendi conto che questa persona fà così in tutte le cose della sua vita. E non è un atteggiamento che assume per mancanza di voglia. E questo è il brutto. Non è che puoi dirgli che è tonto, a uno. Io nn ci riesco a farlo. Glielo dici con gentilezza, ci giri intorno al discorso.. ma non puoi dirgli: ascolta…ma che seeei briahoooo!

Un si pole.  E allora io mi ci logoro il fegato e la notte non dormo e sono rosposa con tutto il mondo.

Comunque, apparte questa parentesi di paranoia, domenica c’è la festa del Club. Andiamo a Giannutri. Malgrado le difficoltà, non vedo l’ora di essere li. Di essere in acqua..

Stasera vado a cena al campo. Mio padre ha trovato un paio di porcini.

   

22 giugno 2005

Per la serie: Gente simpatica

Non sò se l’ho mai raccontato.. Lavoro qui da 12 anni quasi. Ci sono delle persone che lavorano in quest’ azienda da quando  è nata. Cioè dal 1975. In pratica mi conoscono da sempre, mi hanno vista bambina mentre giocavo e poi adolescende e poi donna. C’è un tagliatore che lavorava qui all’inizio e poi si è messo in proprio e adesso lavora anche per noi. Questo qui è un tipo spassosissimo, talmete simpatico che la asl lo ha oggligato a tatuarsi in fronte. ATTENZIONE SONO PERICOLOSO PER LE PERSONE CHE SOFFRONO DI PRESSIONE BASSA. IL massimo delle sue battute è paragonobile alle barzellette del fantasma formaggino che andavano di moda negli anni 80.

Son praticamente 12 anni che quando lo chiamo dico: Marino? Ciao sono Serena. E lui: Beata te che sei serena… E non una volta.. ma sempre.

Stamani sono andata li a portare del lavoro e mentre firma la bolla vedo che stanno tagliando delle pelli strane… che io nn ho mai visto.. sno come delle striscioline lunghe cucite una accanto all’altra a formare pannelli… Gli dico: o cos’è questa roba?? LUi: Anguille… io: anguille???

Lui: TI PIACE L’ANGUILLA èèèèèèèèèè!!??

Io me ne son venuta via con una faccia da ebete mai vista prima. O_o

22 giugno 2005

Ho sempre fatto caso alle casualità. Forse perchè sono naturalmente predisposta nel notare i particolari, forse perchè mi piace vedere come il destino si diverte a cucire ad uncinetto certi momenti della mia vita, come nodi che si mescolano a sensazioni fino a farle diventare certezze. Il più delle volte sorrido a nomi di vie che spuntano a caso, riferimenti al telegiornale, persone che incontro casualmente e che mi riportano a qualcosa o qualcuno che con loro propio non c’entra nulla. Ci faccio caso, mi stupisco, ci sorrido.. poi passa. Ma ci sono delle volte che quello che succede rasenta la fantascienza. Rimango li ferma e mi domando: ma questo stà accadendo davvero o me lo sogno?. E quando ti rendi conto che certe cose accadono davvero – senza che tu abbia fatto niente per farle accadere – rimani sorpreso dal destino che ancora una volta sembra volersi fare gioco di te. E mi logoro lo stomaco di pensieri e bile. E mi ci arrabbio con questo destino malefico che si mette maschere di carnevale anche in pieno giugno.

Sai che bello. Momenti di puro terrore. Ecco cosa.

Ma ora mi sveglio e non è successo nulla.. juro. Ora mi sveglio.

Surfing: Marlene Kuntz – Mondo Cattivo


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