Archive for gennaio 2006

31 gennaio 2006

Mi è giunta voce di un mutamento interessante avvenuto in un piccolo allevamento del Valdarno. Quindi munita di macchina fotografica e molta curiosità mi sono recata a visitarlo.
Il posto si trova vicino all’Arno in una zona poco frequentata che gode di una bellissima visuale sul Pratomagno. Incontro l’allevatore, un distinto Lord Inglese con la passione per i Volatili, il Sig. Smallcable.
FatB: Buon Giorno Sig. Smallcable, sono venuta a trovarla perchè volevo avere maggiori informazioni sul suo allevamento e sulle ultime news che mi sono state riportate
SIg. Smallcable: Certamente! Sarò lieto di mostrarle  i miei animali e di narrarle la loro Storia.
F: prego Sentiamo
S: A settembre mi sono recato all’annuale fiera degli Uccelli di Terranuova e ho acquistato una chioccia con 9 pulcini più altri tre pulcini.
Una volta tornato all’allevamento , dopo una riunione del consiglio direttivo, abbiamo deciso di estrapolare da questo gruppo due esemplari destinati a mantenere la specie. Un pulcino Nero della razza Ricciolina nominato Merlino e un pulcino Bianco della razza Valdarnese nominato Morgana.
I due pulcini, malgrado le numerose peripezie subite, sono riusciti a sopravvivere ai primi difficili mesi e piano piano hanno attirato su di loro la nostra attenzione.
Il pulcino nero ha il vizio, essendo di taglia inferiore agli altri, di rifugiarsi da ogni parte in cui non sia raggiungibile dalle beccate dellachioccia. Quello bianco tende a svicolare molto facilmente ed è molto agile nella corsa. E’ sottinteso che il Nero sia considerato maschio e il bianco femmina, come si evince dal nome assegnato.
In questi giorni però si è verificato uno strano avvenimento.
F: Ovvero? che cosa è successo?
S: una mattina mi sono recato al loro recinto per portare la razione giornaliera e con mio totale sbigottimento ho udito un flebile chicchirichì.
F: CIOé?

S: mi sono girato e ho notato che Morgana aveva il collo gonfio e si allungava nella classica posizione che assumono i galli quando cantano.
Ho pensato: bellissimo.. abbiamo la prima Gallettina Femmina della storia.
F: Si  Davvero fantastico,  e mi hanno detto che non è il solo esemplare particolare nel suo allevamento.
S: Conoscete tutti la storia del GAlletto Ernesto..
F: si .. ormai è considerato un mito.
S: purtroppo ci ha lasciati nel periodo Natalizio ed è stato rimpiazzato da Giovanni. E se Morgana è la prima Gallettina Femmina, Giovanni è il primo Galletto che vorrebbe essere femmina. E’ già stato rinominato il galetto Fricchettone.
F: Come mai?
S: Perchè non ha molta voglia di svolgere i propri compiti, La sera lo trovi gia a Abbergo mentre le galline sono ancora fuori, la mattina fin verso le undici non canta a modo, ma emette un suono che fà più o meno CHICCHIRIhhchi. Quando qualcuno entra nel pollaio lui se ne strafrega e continua imperterrito a bighellonare .. per non parlare del fatto che alle Galline stanno ricrescendo le penne nelle ali, segno evidente che a differenza di Ernesto assolve con meno impeto ai suoi doveri coniugali.

Con questa dichiarazione del Sig. Smallcable si esaurisce la nostra intervista e la visita. Nei prossimi numeri l’evoluzione della storia.
MI RACCOMANDO NON PERDETEVELA!

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30 gennaio 2006

Surfing:  Vinicio Capossela – Giuro

Oggì è lunedì mattina. Decisamente un lunedì mattina classico con sonno e poca voglia di lavorare.
Ho notato che ultimamente tendo a contrarre le parole mentre le scrivo. Alcune sillabe rimangono intrappolate fra le mie dita e non si manifestano palesemente nero su celeste. La cosa brutta è che quando rileggo non mi accorgo che mancano parti. La mia dislessia è a livelli catastrofici. Credo.
Comunque, a questo punto devo trovare i biglietti. Devo studiare per come andare a prenderli. Devo.

E il sorriso dei miei Nipoti è la dimostrazione evidente che ho sempre ragione. Certevolte. E anche altre osereidire. Ma non lo dico. Però lo penso di brutto.

Ah. basta scrivere commenti sui film da vedere di domenica. Lo vieto a tutti i miei amici linkati. 🙂

29 gennaio 2006

 Surfing: Fausto Leali – Angeli Neri

Oggi guardavo gli occhi dio mio padre. Vorrei che potesse essere sempre come oggi. Quegli occhi di bambino che ormai non trovano più posto dentro i suoi sguardi. Ed è un peccato.
E’ un peccato vivere costantemente a contatto con una persona e non sfiorarne l’anima. Me lo domando spesso se sono già come lui e lotto con tutta me stessa per fare in modo che non ci siano maschere fra me e le persone che amo.
Quegli occhi di bambino davanti ad un regalo. Curioso, sono proprio come lui. E si rialza di nascosto a mia madre per prendere due volte le lasagne, e si sporca di crema con la zuppa inglese, e guarda mia madre per vedere se lo vede. Quegli occhi colpevoli da furbo.
Sono così uguale a lui.

E questo mi spaventa.

27 gennaio 2006
Ci sono dei giorni della settimana che preferisco. Vale lo stesso per i numeri e anche per molte altre cose. A volte non c’è nemmeno un motivo preciso per questo.. a volte sono solamente sensazioni a pelle. Ma per il giovedì è un’altra storia. Il motivo del giovedì lo conosco e molto bene.
Il paese dove vivo è un paese piccolo, non ci sono tante cose, tanti appuntamenti fissi o occasioni, e quando ero piccola io, ce n’erano ancora meno di adesso.
Mi ricordo i giovedì in quelle primavere di tanti anni fà in cui la mia nonna mi faceva salire nel sellino messo sopra il portapacchi della sua graziellina rossa e ci avviavamo verso la piazza del mercato. Aveva la paura ossessiva  che i piedis’ infilassero dentro la ruota mentre lei pedalava non faceva altro che dirmi: "Mi raccomando, stai attenta a dove hai messo i peidi..". Io mi tenevo a lei abbracciandole la vita e appoggiavo la testa nella sua schiena guardando solo mezzo mondo per volta. Mi piaceva il vento di quando andavamo veloce in discesa e mi piaceva quando mia nonna si metteva a cantare le sue canzoni. Percorrevamo la strada che costeggia il borro del pestello ( Borro= piccolo corso d’acqua) e poi invece di proseguire per la strada del sottopassaggio mi faceva scendere e facevamo a piedi le piccole scale. Lei alzava di peso la graziellina e io scendevo giù di corsa, impaziente, saltando gli scalini a due a due.  Camminavamo nel marciapiede fino in cima alla Via roma o a Via Trento e poi mi faceva risalire nella bici.
Una volta arrivate al mercato parcheggiava la bici e mi dava la mano chiedendomi di non allontanarmi. Aveva il terrore di perdermi o che potessi combinare qualche guaio. Ma io non potevo resistere che pochi metri, e poi mi liberavo. Andare al mercato con la nonna era fantastico. Non c’era furia. Io potevo guardare tutto e era bello starla ad osservare mentre sceglieva le cose da mangiare o parlava con i negozianti, che poi alla fine erano sempre gli stessi. C’era un giro fisso che lei faceva. Era momenti bellissimi quelli. Lei chiaccherava, scherzava e sorrideva a tante persone.  
E io trafficavo di testa  e guardavo curiosa ogni cosa. Non sopportavo il banchino dei formaggi. Per me quell’odore era ( ed è ) insopportabile. Mi piaceva tantissimo il banchetto della porchetta. Quello in cui andava la nonna era vicino a quello del pesce. Quello lo adoravo. La nonna ci comprava il baccalà salato. Puzzava  a bestia quel coso. Ma poi cucinato da lei era fantastico.
Una delle ultime soste era al banco delle caramelle. Mia nonna era tremendamente golosa. Comprava le mentine, sai quelle caramelle di zucchero fatte a forma di bottoncino che vendevano sciolte.. ne comprava a sacchettate di quelle li, e a differnza di mio nonno non si arrabbiava con me quando sceglievo il colore. Che poi a me quelle alla menta non mi sono mai piaciute, io volevo solo quelle bianche. Quel banco era bellissimo. Si trova nello stesso posto in cui è adesso, anche se il proprietario non è più quello. E nemmeno le caramelle.
Tornando a casa mia nonna non guidava la bicicletta perchè nel manubrio c’erano attaccate tutte le borse della spesa e aveva paura di farmi cadere.
La spingeva, ed era una sagoma buffa. Quando ero stanca mi faceva salire e spingeva sia la bici che le buste che me.
E io sorridevo, piccola e felice con la bocca al sapore di Rossana.
Che bei momenti, che bei momenti.
 
 
     
 

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26 gennaio 2006

oggi è la giornata degli stronzi arroganti. ma adesso ce n’è a giro uno che è stronzo e arrogante ..

.. ma muto.

ecchecazzo

26 gennaio 2006

A volte ti rendi conto che le cose nn bisogna spiegarle. Le persone sono  rinchiuse dentro le proprie ristrettezze mentali e non puoi stare li a spiegargli le cose, che se le avessero capite per conto loro, non sarebbero chiuse dentro le proprie ristrettezze mentali e se non l’hanno capite mi sà che c’è poco da spiegare, allora.
E odio l’arroganza dei saccenti. Specialmente quando sono saccenti di qst minchia. ( pardon m’è uscita). Proprio non sopporto la prepotenza di quelli che prendono la ragione solo perchè sanno parlare meglio, perchè sanno rigirare le cose a proprio  favole anche quando dicono parole vuote. E odio ancora di più chi interpreta quello che dici sencondo visioni personalissime della verità sensa nemmeno gli venga il dubbio che la persona che ha detto certe cose forse voleva intendere altre cose.

C’ho la bella abitudine di stare zitta quando non sono competente in un argomento.  Bisognerebbe che imparassero in molti a farlo.
E mi dò della stupida in questo momento, tanto queste son quelle cose che non vanno dette. Ma solo pensate.

E con questo chido la parentesi quadra .

 

[oggi è giovedì.. domani mi tolgo i punti]

25 gennaio 2006

Allora.. Stamani volevo scrivere un post sulla Sardegna e sulle esondazioni di cacca ( si pole scrivere cacca in un blog ammodino??) che fuoriscivano dalle fosse biologiche pe colpa della Pocina che era diventata regolare proprio in quella settimana li.. e del fatto che sta malattia dell’esondazione si è attaccata anche a casa mia .. che difatti quando faccio la doccia il pozzetto delle acque chiare mi crea una piscina termale naturale nel giardino.. e che giusto ora sono gli ultimi minuti che la popolazione del mio paese può godere dello spettacolo in quanto alle 11 lo spurgaiolo spurgherà il tutto..

.. ma un mio amico mi ha passato una catena sulla musica … e allora mi tocca prodigammi..

PREMESSO. STA CATENA SE LA BECCA PURE BLABLA LAURA.. E SE GLIELANNO GIà PASSATA CHE NON SI PROVI A DIRE CHE GLIELANNO
ATTACCATA ALTRI. LEI Fà LA MIA DI CATENE!! OVVIA.!!!

Regolamento:

Fate una lista di sette canzoni che al momento vi piacciono particolarmente, non importa il genere nè niente, devono solo essere canzoni che davvero vi piacciono. Postate poi il tutto + istruzioni nel vostro blog e indicate altre sette persone per scoprire che cosa ascoltano al momento.

Simmetrie -Scisma  Ho ancora in mente il concerto di Benvegnù alla Flog. E questa canzone in quella versione è superba.

Preso Blu – Subsonica In questi giorni ho trovato una versione unplugged fantastica.. ma anche la versione dello storytellers è notevole.

Vecchi difetti – Marta sui tubi  E’ un gruppo che ascolto da un paio di settimane. Il chitarrista è portentoso. Mi piacciono davvero moltissimo in questo momento. Li sto ascoltando davvero molto.

Il solitario – Marlene Kuntz  Molto bello il testo di questa canzone. Eppoi diciamo che è il simbolo di una cosa che vorrei fare verso marzo.. ma che non sò se riuscirò..

La sottile linea Bianca – Afterhours E’  praticamente impossibile scegliere un pezzo degli Afterhours.. è un anno e mezzo che li ascolto davvero molto.. Ballate per piccole iene è un album a cui tengo davvero tanto. e non vedo l’ora di essere al concerto..

Venere – Carmen Consoli  In attesa di sentire il nuovo lavoro della Cantantessa e di vederla a Firenze… e di passare con Te quella serata 😉

Invisibile – Cristina Donà Perchè ha un testo bellissimo, perchè ha una voce bellissima.. perchè quando l’ascolto mi perdo nella mia dolce malinconia.. e talvolte mi piace.

E ora la parte più sadica..

Appiccico a
Blablablaura
Blunote
Musico
Cinghiale Mannaro
LO Struzzo Nero
TheodoraB
Pequinita

(TIè LAURA)

24 gennaio 2006

E’ stato strano sognarti stanotte.. Ora non mi ricordo più nemmeno bene il sogno, mi ricordo solo la dolcezza che c’era dentro me nel rivederti, nel sentire di nuovo la tua voce. Se non ricordo male nel sogno ricevevo una tua lettera e mentre la leggevo e sentivo dentro di me la tua voce, tu iniziavi a parlare dietro di me. Era strano sentire di nuovo la tua dolcezza. Io ne venivo avvolta e rimanevo meravigliata. Rimanevo con il fiato sospeso come quando si guardano il riflessi bluastri di una bolla di sapone e non si osa muoversi per paura che scoppi.
Sorridevo, non dicevo poi molto. Tu parlavi piano e mi abbracciavi. Sedevamo su una panchina di pietra bianca a parlare. C’era il sole e stavo bene.
Era bello rivederti ancora, anche se sò che questo è possibile solo nei miei sogni. Era bello e dolce. E dentro la mia pancia stamani c’è ancora la sensazione ti te che mi stai vicino, del tuo profumo e della bellezza che c’era nello starti accanto.

Me e il Fenicottero

23 gennaio 2006

MESSAGGIO IN CODICE

Volevo comunicare all’essenza misteriosa che deve ancora rispedirmi una cosa..

Ah, come dici?? Non sai se sei tu l’essenza misteriosa e quindi non sai se hai da rispedirmi qualcosa??

Allora lascio qualche indizio così potrai riconoscerti.

-Hai una macchina scura
-Parcheggi la macchina in un parcheggio che si apre con il telecomando sotto una casa grossa e la parcheggi infondo infondo, proprio dove c’è il gabbiano che ti ci fà la cacca sopra.
-nella tua macchina, sopra il parasole del passeggero ci sono tutti i cd attaccati…
-quando giri in macchina e la gente ti suona te gli urli.. anche se loro ti suonano solo per dirti che sei bona.

Insomma.. in quella macchina li .. di lato c’è il mio filino della macchina fotografica..

E NON ASPETTARE IL 17/ MAGGIO QUANDO ANDREMO A FIRENZE A SENTIRE CARMEN CONSOLI PER RIPORTARMELO
( e non trovare scuse che è di mercoledì.. te ci vieni obbligatorio!)

21 gennaio 2006

Surfing: Interpol – Evil

Saporiti sorrisi gotici
Tutto tira rendendo ogni sospiro uno spastico spasmo
I colluttori blu pizzicano
ma almeno le cuciture fanno pandan con il mio golf

Che belli questi sarcastici week end


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