Archive for giugno 2006

30 giugno 2006

Piesse:

Vanille è una ragazza timidissima.. Adesso non si connette più scrivendo fata bugiarda paolo benvegnù, ma và su suggestionabili e clicca il mio link.. 🙂

Dai.. Fatti viva.. siamo tutti qui che aspettiamo TE!

Approposito:

Giancarlo, ovvero colui che ha creato Suggestionabili  si Sposa Domenica.

Tanti, tantissimi Auguri.

 

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30 giugno 2006

Io e mia sorella in motorino. Tutte e due vestite di bianco. Candide.
Bianche magre non si può proprio dire..
Ma bianche con l’anima candita e magra, quello si.
Lei che mi tiene le mani sulle gambe per non sfar svolazzare la mia gonna.
I sandalini di lucertola dorata.
I sandalini di coccodrillo.
Le borse panna.
Quasi sorelle siamesi.

Unite da una firma che mette giustizia e dona debiti.
Ma anche liberta.

Da oggi ogni giorno che passa è un giorno in meno alla fine della servitù.

Giustizia, in qualche è modo è fatta. Siamo liberi.

E quel giorno, quando ve ne andrete, sarà ancora più bello di quell’ultima ora di francese della professoressa Papini in terza superiore.
Che ancora ho bene in mente la gioia che mi donava quel sorriso che avevo stampato in faccia.
Son cose che non le dimentichi in una vita intera.
Saranno duri questi 5 mesi, ma quella gioia già me la pregusto.

29 giugno 2006

L’Ottola

Questo qui era accanto alla mia tendina al campeggio domenica.
Ho mandato un messaggio alla Tere:

She: Accanto alla mia tendina c’è un conigliolino bianco.. vedessi bellino Tere.
She8: I coniglioli a me mi piacciono con le olive!

O_o

 

Cattiva!

28 giugno 2006

Sorpresa  :-O

Merlino sta covando 🙂

27 giugno 2006
Giovedì sera.
L’estate è arrivata profumando l’aria di tiglio.
I miei capelli bagnati lasciano scie sulle spalle. Gentili lumache che mi rinfrescano.
Guido piano alla volta di Prato.
In sottofondo ascolto il concerto della Casa 139.
Gli occhi si appoggiano sul cielo. Fortunatamente sembra si sia aperto e squarci di azzurro schiacciano nubi laterali che stanno pian piano sgretolandosi.
E’ uno di quei momenti in cui i pensieri sembrano sospesi e inesistenti. Ne hai mille in testa, ma come in un grande calderone rimangono lì a sobbollire. Mescolati, aggrovigliati. Senza che nessuno prenda il sopravvento catturando la tua attenzione. Sai che ci sono, senti un po di tensione dentro te, ma in realtà son situazioni in cui tutto tende ad annullarsi un po e a donarti una sorta di limbo celebrare in cui tutto è un po vuoto. Sospeso.
Sono stati d’animo strani a dire il vero. Si possono trasformare in tutto e in niente.
Ma io ho un jolly per la serata. Un jolly che mi fa ben sperare per una conclusione positiva.
Una conclusione suggestionabile.
Avresti dovuto esserci. Una di quelle sere strane. In cui ti incanti a guardare i disegni delle nuvole nel cielo che man mano si prepara al tramonto. Una di quelle sere in cui si parla un po sottovoce. In cui si mangia e si sorride.
Io ho le mie ciabattine con le paillettes. Sono intonata a questo posto come potrebbe esserlo un netturbino in tenuta da lavoro alla prima della scala. C’ho un senso senso per azzeccare l’abbigliamento indicato, io.
Il Festival si tiene in un parco pubblico. Non riesco a rendermi conto di quanto sia grande il posto. E’ quasi buio quando arriviamo. Il palco è montato davanti ad un piazzale coperto di erba (e sassi ).
Una tenda con il bar, qualche tavolino qua e la. Di gente non molta.
E io come un Fiorellino con le ciabatte da ballerina.
 La sera scende come una coperta leggera ingoiandoci piano e donando una sensazione di riparo piacevole. Avvolta dagli alberi, confortata dalla musica.
Suonano tre gruppi prima che salgano loro sul palco.
Degni di nota i Porto Flamingo, una sorta di Bandabardò un po meno conosciuta. Tutti vestiti da tirolesi. Bravi. Musica che disegna sorrisi. Musica che scalda le gambe.
 
Poi salgono sul palco loro. Lo Gnù elegantissimo. Una cravatta rossa che fa un bellissimo contrasto con bianco. Fotografia perfetta di un uomo romantico. O almeno ai miei occhi è così che appare.
Non so spiegare bene, ma mi venivano in mente quelle foto dei miei da giovani, quei sorrisi di mio padre vestito nei completi scuri. E mia madre con gli occhi da cerbiatto con quei vestitini da ballo. Coi capelli accomodati. Con le scarpette con la punta e i tacchi.
A volte è strano come delle immagini ti conducano ad altre visioni di eleganza.
Paolo mi fa sempre quest’effetto, mi ricorda la gentilezza d’animo che una volta era così importante nei rapporti fra le persone e che ora purtroppo non conta più niente.
La sensibilità che si percepisce non è mai ostentata ed è sottolineata da una vena di ironia che purtroppo trovo decisamente non compresa.
Ma davvero le persone ignorano la gentilezza? Son davvero valori che non esistono più?
E davvero le persone hanno smesso di stupirsi, di sorprendersi.
E c’è bisogno di qualcosa di nuovo per stupirsi, oppure lo stupore è dentro di noi e noi lo rielaboriamo infinitamente per sorprenderci di nuovo.
 
Forse io sono strana, ma questo è l’effetto che quest’uomo [questi uomini]  mi fa[nno].
Io premo play e loro mi frullano le emozioni.
E per frullano intendo una sensazione tipo quando andavi nelle staderine. [oddio, qui si apre una voragine. Le staderine lo sai cosa sono vero? Non fare quella faccia con gli occhi buffi. Dai le staderine! Quelle giostre con quel seggiolino attaccato a delle catenelle, che quando la giostra girava lo stomaco ti si frullava in mille modi. E con un occhio vedevi le luci veloci e con l’altro il vedevi ilmondo che si mescolava in mille scie. SI dai! I calciinculo! Come li chiamavi te?]
E ogni volta la reazione chimica è diversa.
Ogni volta sento scintille diverse.
E mi domando allora se sono io,
o se è lui?

A uno dei due gli riesce.

 
Stasera al concerto di scintille ce ne sono state parecchie, specie quelle dell’impianto che purtroppo ha costretto i presenti ad arretrare di almeno ¾ mt dal palco.
Il suo umore era intonato alla cravatta. Credo.
Quasi furente secondo me. Ma non l’ha dato molto a vedere.
Ha suonato. Bene. Malgrado tutto.

E io mi sono di nuovo nascosta dietro la mia macchina fotografica. Quasi a riparare le mie emozioni avvolta nel buio. Per proteggerle e conservarle.
Avvolta nella sua musica e in quei suoi modi galanti.
 
 
 
Voglio respirare lentamente il tuo profumo
e non so se risvegliarti
ho dormito poco per sognarti all’improvviso
e non ho sognato niente
 
Esco per lasciarti libera di sopravvivere
per immaginare
che l’attesa è un incantesimo
 
Non vedi che mi arrendo
nn capisci che
lasciandoti andare
potrai desiderare
riconquistarti e perderti
 
Perché nn vedi che ti attendo
ti proteggero restando lontano
nel silenzio
nel silenzio
 
Nel silenzio i tuoi  vestiti ballano
Poi sorpresi dalla luce cadono
Con una grazia irreale
Irreale, Irreale
 
Ma io devo ritornare a camminare verso ciò che non so
anche se ieri ti ho sentito respirare in ognicosa che ho desiderato
 
Esco dal tuo corpo con un gesto impercettibile
per immaginare che l’attesa sia incantevole
 
Non vedi che mi arrendo
non capisci che lasciandoti andare potrai desiderare
riconquistarti e perdeti
 
Perché nn vedi che ti attendo
ti proteggero restando lontano
nel silenzio
nel silenzio
Nel silenzio
Nel silenzio
 

27 giugno 2006

42

BRAVO!

23 giugno 2006

Stanca, ma felice di esserlo.
Ho poco tempo.
We di esami al mare. I miei alunni spiccano il volo.
E lunedì Mattina i nodi verranno sciolti, o fatti.  Punti di vista.

Cantavo Ieri sera. Stavi bene con quella cravatta rossa. E non ti arrabbiare. Ieri era ufficialmente una giornata storta per tutti.. a quanto pare.

Hungry & Thirsty così mi piace molto di più.

Un men’ero mai accorta che Guglielmo l’è proprio un "bei cittino".. 🙂

22 giugno 2006

E’ giovedì.
Ne sono sicura, ho guardato adesso il calendario.
E’ giovedì e stamani il gatto piscione è venuto in camera mia mentre ero ancora a letto. Ha gironzolato dentro casa curioso, con il naso all’insù e poi si è infilato sotto il letto.
Una valanga di ricordi del Leo, delle mille mattine in cui mi sono svegliata con il suo peso sopra la coperta. Le sue carezze della mattina. Il suo naso umido nel ginocchio.

.. eccome se mi manca ..

All’incirca 7670 mattine con lui al mio risveglio. Difficile disabituarsi.

Credo che i miei vicini abbiano comprato il surraund. Credo che l’abbiano messo in camera.
Qualcuno dovrebbe spiegare alla gente che se verso mezza notte, d’estate, con le finestre aperte, fai certe cose [ululando],  e abiti in una palazzina come la mia, l’ululato rimbalza sui muri del piazzale amplificandosi a dismisura.
M’aspettavo che qualcuno ,ad un certo punto, considerando l’avvicinarsi della partita di oggi, gli gridasse.

"eddaiiiiiii fallo sto goooollllllllll!!"

Comunque la cosa più imbarazzante è stata trovarmi Lui di fronte stamani mentre uscivo di casa…
Perchè me la immagino da sola la faccia imbecille che ho fatto.
Che ci posso fare.. a me queste cose mi "imbarazzano"..

Evidentemente   anche al gatto piscione prova le stesse cose:
Lo si deduce dal fatto che non perde occasione per rifugiarsi in casa mia..

 

21 giugno 2006

Ovviamente stamani splinder è impazzito e s’è mangiato il post della matua di Maciste.

Sono contenta che dal cappello non abbia tirato fuori un coniglio ma il "tema" di storia.
Proprio contenta.
A dirla tutta se Ungaretti fosse toccato a me, ai miei tempi, avrei dato di spettacolo.
Viceversa mi toccò Pavese. E non sapevo nemmeno chi fosse, a momenti ( lo ignoro anche adesso, per protesta, devo dire).

Comunque stamani era impressionante vedere mia Sorella .. avrà chiesto l’ora almeno tre volte al minuto.
E anche il maestro d’arte manifestava evidenti segni di nervosismo agitandosi dentro la sua colorata vestina.

La matura … A volte me la risogno ancora.

20 giugno 2006

Che sono curiosa è un dato di fatto.
Lo sono sempre stata, fin da piccina.
Curiosa di capire come funzionano le cose, curiosa nello sguardo, pettegola.
Ma non pettegola in senso negativo, non curiosa degli interessi degli altri.
Curiosa delle cose, dei meccanismi.
Mi piaceva smontare le cose, mi piaceva e mi piace osservare il comportamento delle persone. Mi piace rubare con gli occhi. Osservare quello che mi circonda e prendere solo quello che è interessante per me.
Molti sostengono che vivo in un mondo tutto mio,  e sinceramente anche io ne sono convinta.

Premesso questo, premessa che tratta l’argomento in maniera sommarria e molto superficialmente, devo ammettere che sono un po di settimane che mi sono un po fissata con le mie statistiche.

In particolare mi sorprende che il maggior numero di persone che arrivano alla mia pagina ci pervengano tramite la ricerca di questa foto..

Infatti se vai su google immagini e scrivi  kiss me licia arriva questa foto legata alla mia pagina.
Almeno 10 persone al Giorno arrivano a Fatabugiarda seguendo questo link.

Ci sono poi altre tre foto che mi mandano gente. Una foto di una fatina, una di una paperina, una di un gattino e una di uno skyline di Sydney.

Un’altra fetta dei miei lettori arriva da Suggestionabili

E poi la mia perla. C’è una persona che spesso cerca su google .
Siccome questa persona fà spesso questa ricerca ho cominciato a pensare a lei e ad esserne curiosa.
Piano piano questa persona ha preso forma dentro la mia fantasia.

Ovviamente è una donna. Si chiama Vanille, è una giovane ragazza con la pelle chiarissima e gli occhi verdi. Ha i capelli lunghi. Biondo cenere e li porta sciolti sulle spalle, adagiati in onde morbide che solleticano le scapole quando cammina. Abita a Parigi all’ultimo piano di un palazzo vicino all’operà. Le sue finestre aprono una visuale romantica della Parigi che amo. Con quelle finestre oblique. Da lassù, su quei tetti lei sogna e ama un uomo lontanto. Da quelle finestre oblique nelle sere d’estate la musica esonda innondano quei tetti di preziosa armonia.
Lei sogna un uomo biondo, alto, con delle grandi mani, che suona con il cuore. Si sono conosciuti tanti anni fà e lei non l’ha mai dimenticato. La sua mancanza è così forte che ogni cosa è importante per ricordarlo. Anche una pagina di una sconosciuta che per caso si è invaghita di quegli stessi occhi e di quelle stesse  grandi mani.
E’ così la mia Vanille, porta scarpe con i tacchi bassi e gonne bianche con volan. La borsa a tracolla e canta nei tetti di Parigi. Li osserve lucidi nelle giornate di pioggia, ne gode all’alba ogni mattina.
Lavora come restauratrice di dipinti, va  a lavoro in metropolitana ma a volte ritorna a piedi camminando e fotografando le mani degli innamorati che si sfiorano.
Adora il cimena e la musica ovviamente.

Adora la cucina Italiana e accanto ai tulipani, fuori della sua finestra, c’è un vasetto di basilico.

E sogna Paolo Benvegnù.

Buona Giornata Vanille. Vorrei che tu venissi con me, il prossimo Giovedì.


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