Archive for gennaio 2007

31 gennaio 2007

 

 

Ve lo dico.. C’ho pianto rivedendola.
Ora la rimetto chiudo gli occhi e ho 7 anni.

31 gennaio 2007

Giornata grigia, la nebbia fredda mi deposita sul viso freddi baci indesiderati.
Mi stringo nel cappotto affondando il mento dentro il collo per trattenere un po del mio calore.
Vorrei rimanere a casa sulla mia nuova coperta verde che mi regala un prato su cui raggomitolarmi proprio come faceva il mio gatto.
Lo rivedo ancora a casa di mia mamma mentre con la zampina faceva scendere il telo del divano dalla spalliera per poi rannicchiarcisi dentro.
Pagherei tutto l’oro del mondo per poterlo ancora tenere in braccio, per sentire la sua testolina che cerca le mie carezze. Non credo di aver amato mai nessun altro in modo così totale. Il giorno in cui è volato via, oggi, quattro anni fà qualcosa di me è andato perso per sempre. Tutto il resto l’ho lasciato permeare all’interno delle mie più piccole cellule affinchè si possa continuamente rigenerare.

 

Surfing : Gleba – In un attimo

30 gennaio 2007

Non c’è la peggio che essere golosi.  E io lo sono.
Anzi no, non c’è la peggio che essere golosi e curiosi. E io lo sono tutte e due.
Perchè è successo che circa un annetto fà o due, una sera sono andata a Firenze con la Tere a mangiare al Giapponese. Da li questa passione per il cibo giapponese si è amplificata e nell’ultimo mese ha assunto dimensioni enormi dentro di me.
Sono golosa. Non ci posso far nulla.. se penso a quegli involtini mi viene l’acquolina in bocca.
Sicchè sabato sera ho convito gli altri a venire al ristorante "Oh-Sushi" caldamente consigliatomi da una che lavora con me.
Vi spiego, questo posto è un sushi bar. Tu ti siedi ad un bancone e davanti a te c’è un rullo tipo quello delle valige all’aereoporto, solo in miniatura, con tutti i piattini di sushi sopra.
Io sembravo un polpo. Li arraffavvo a 4 a 4.
C’avevo l’occhi a forma di cuore come spank.
Non ci posso fare niente. Sono golosa.

Tummi dirai: che c’è di male?

C’è di male che ora sono due giorni che giro sconsolata su flickr.
Perchè flickr è una grandissima cosa.. ma se vai sulla barra delle ricerche e scrivi
Sushi ti si apre un mondo.
E io l’ho fatto perchè sono una curiosa ( di merda ) e ora sono qui da due giorni che sbavo su queste foto.
E’ qui da me il sushi te lo sogni su flickr.. che altro non puoi fare

Ho deciso. Mi devo produrre. A breve nella mia gialla cucina sarà prodotto del sushi!

Se lo fanno loro, loro, e loro.. lo posso fare anche io!

 Link

E’ grazie a qualcuno di molto speciale.. il mio sushi sarà Buonissimo ๐Ÿ™‚

29 gennaio 2007

Oggi è il Diciottesimo compleanno di mio nipote Daniele Grisù, che legge queste pagine in maniera piuttosto furtiva.. ma occhio di zia vede lunghissimo. ๐Ÿ˜‰
Diciotto anni sono passati in maniera piuttosto veloce e per me è stato bello vederlo crescere.
Ho in mente così tante immagini di questi anni che a fatica ne tiro fuori una su tutte le altre..
Ero solo una ragazzina quando lui è venuto al mondo e per anni ho aiutato mia sorella quando i miei nipoti erano piccoli e ancora andavo a scuola. Ricordo le girate in bicicletta con Daniele davanti e Davide dietro. Ricordo le estati in campeggio. Ricordo il suo primo compleanno, la fatica fatta per insegnargli a soffiare sulla candela.. e lui che invece di soffiare aspirava.. ๐Ÿ˜›
Tanti ricordi.. Non ultimi quelli di Barcellona..

Ricordo il giorno in cui mia sorella mi ha detto che l’aspettava. Eravamo in terrazza e lei stava lavando qualcosa, si è giarata verso di me e mi ha detto: Sere, aspetto un’altro bambino.
Non ha mai avuto un sorriso più bello.

Auguri Daniele.. Non scrivo molte cose… ma dentro di me ti auguro tutto il meglio che si possa sperare per le persone a cui tieni così tanto.

25 gennaio 2007

Ma credevate veramente che la storia fosse finita così?
No perchè ora ho da raccontarvi tutti i retroscena.

Ma solo se sarete sufficientemente curiosi.

[Buon compleanno a mio Padre che oggi festeggia allegramente i suoi 64.
Esilarante la scena degli armadi di Prada oggi… Babbo magari non te lo dico.. ma sei piuttosto simpatico quando sei in vena. ]

24 gennaio 2007
PARENTAL ADVISORY
EXPLICIT EMOTIONS
 
 
Mi ritrovo qui a qualche giorno di distanza dal concerto a cercare di riordinare le idee per scriverne qualcosa.
Ricerca che risulta essere pressoché vana. Le emozioni continuano ad arrotolarmisi dentro.
Quindi mi abbandono ai sensi che forse è l’unica cosa saggia da fare in questi casi, perché il bisogno di raccontare comincia a essere pressante. Come quando trattieni dentro te una bella notizia per raccontarla ad un tuo amico nel momento opportuno, quando senti che la gioia sale dentro di te dandoti sensazioni simili al primo sorso di cocacola che ti arriva nel naso.
Sono seduta in ufficio, davanti a me piccole cose e un po del mio solito caotico disordine.
Dentro di me immagini e musica di una serata all’insegna della passione.
Sono mesi che la prenotazione per la serata è fatta, da Novembre quando con una mail concitata un’amica, a notte fonda, mi informava che aveva visto il programma del Teatro e che aveva prenotato i nostri posti istantaneamente. Le nostre due lucine sono state per mesi le uniche nel prospetto delle prenotazioni. Ogni tanto andavo li a vedere la mia lucina e già mi vedevo seduta in quel posto per me sconosciuto. E già mi sentivo emozionata.
I giorni da Novembre a Gennaio sono stati sospesi in quest’attesa, ogni tanto nelle conversazioni veniva fuori un:”Mancano ancora x giorni al 19 Gennaio”
Si è concluso l’anno con la visione delle foto dei concerti in Dicembre, e la fame è stata alimentata dai racconti di amici che sono stati a vederli.
Non vedo un concerto di Benvegnù dall’estate. L’attesa è tanta ,quest’uomo genera strane dipendenze. ๐Ÿ™‚
E’ così che i giorni sono scivolati lenti gli uni sugli altri, immobili in questo strano inverno senza freddo, quasi a proteggere l’ultimo calore che ho provato in quella sera d’estate, lui con la cravatta rossa e io con le mie ciabattine di paillettes.
La mia giornata trascorre frenetica, ma io sono piuttosto sconnessa con gli avvenimenti.
Il mio dentro è già sintonizzato sulle mie emozioni.
Sono tornata a casa, mi sono vestita e ho preparato la borsa. La macchina fotografica con l’obbiettivo nuovo, comprato apposta per questa occasione. Le pile supplementari che non si sa mai. Un piccolo blocchetto degli appunti che non poteva non essere destinato a questa serata, il cappello la sciarpa e i guanti. Si mi rendo conto che in questi giorni non servono, ma non si sa mai.
Mi sento emozionata come non mi capita da mesi. Fatico a smettere di sorridere.
Finalmente arrivano le amiche e si parte alla volta di Monte San Savino.
Il tragitto in macchina abbracciata dal buio e sommersa di chicchere.
Mangiamo un boccone e io mi impossesso dello scalpo,anche se stavolta non è un vero scalpo visto che prima di staccare il cartellone della serata dal muro ho chiesto il permesso al proprietario del locale che sinceramente mi ha guardato un po’ storto. No, non sono pazza ma solo metodica nella conservazione delle mie emozioni.
Arriviamo al Teatro, e i nostri posti ci attendono.
Il teatro è un piccolo capolavoro. Sembra un carillon. Hai presente quelle riproduzioni delle giostre antiche in cui tutto è ugualissimo ma in miniatura. Il teatro è così. Così piccolo e perfetto che ti viene il dubbio di essere Alice nel paese delle meraviglie. Rimpicciolita.
Mi siedo al mio posto. Prima fila, posto centrale. Il più centrale di tutto il Teatro. Il più davanti di tutto il teatro.
Apparecchio davanti a me le mie cose. Gli obbiettivi, la borsa.. Il mio caos dentro il paese delle meraviglie.
Non ho nemmeno idea di quello che mi sta per accadere. La prima centrifuga della sera è li a un passo da me.
La mia amica mi chiama piano, tira fuori una borsettina con delle fatine e me la porge.
Io ci metto la mano dentro e un attimo dopo mi trovo dentro il Teatro di Monte San Savino con una foto che ho scattato io. Una delle mie Preferite di Benvegnù. Una fatta a San Sepolcro circa un anno fa. Credo sia addirittura la prima volta che vedo una mia foto incorniciata. Questa cosa è così strana e bella da farmi rimanere senza parole. Non faccio nemmeno in tempo a riprendermi che la luce si abbassa e la mia poltrona magica mi ingoia. Non saprei dirvi quante persone c’erano o altro.
C’ero solo io nel teatro. Non mi sono accorda d’altro.
Si aprono le tende e loro sono già sul palco, si stagliano in controluce sullo sfondo azzurro.
Impiego un secondo per capire che il palco rappresenta una nave che sta andando alla deriva.
Il concerto si apre con una Canzone di Domenico  Modugno “ Cosa sono le Nuvole”. Mi è capitato di sentirla alla Festa della Creatività cantata da Servillo, ma qui è diversa. La voce di Paolo la rende molto più dolce, se mi è concesso molto più simile a una versione di Bollani. Bellissimo modo di introdurre un concerto dando da subito un’impronta precisa sull’unico tema trattato. L’amore, la passione ma intesa in senso romantico, non melenso. L’amore inteso come coinvolgimento totale di ogni sensazione, nel bene nel male.
Un veloce cambio di luce e iniziano a suonare “ La Distanza” che ho già avuto occasione di sentire in varie occasioni dal vivo e subito dopo “La Schiena”.
Lui è elegantissimo come nel suo stile. Un completo ghiaccio con cravatta grigia. I capelli che si sono allungati sono un po scarmigliati. Ha nei modi l’eleganza di un uomo dell’Ottocento.
Attaccano una dolce “Cerchi nell’Acqua” e poi la prima delle canzoni nuove che ascolto stasera.
”La Peste” Ma non chiedetemi niente che questa se l’è mangiata la mia memoria.
Quando attaccano “Il Mare Verticale” mi sento sulla pelle ricordi dei vecchi inverni in cui questa canzone portava parole e sentimenti. Come quando vedi un amico che non incontravi da tempo e in un attimo ti vengono in mente tutte le avventure che avete vissuto. Una via strettissima con la paura di battere la macchina sui muri. Il silenzio di certe giornate di pioggia guardando il cielo piovere attraverso la finestra. Questo testo fa riaffiorare tutto sulla mia pelle.
Continuo a guardarlo attraverso l’obbiettivo in primo piano. Mi sembra che in alcuni momenti guardi dritto fino a incrociare il mio occhio nascosto. Non posso fare a meno di scattare. Vorrei conservare ogni attimo di questa serata.
E’ la volta di “ Quando passa lei” E subito dopo la seconda nuova di stasera” Il nemico”
Non parla fra un brano e l’altro. Giusto il tempo di riprendere fiato e via con “Suggestionabili” in una versione veloce che mi piace un sacco.
Sono momenti di ipnosi credo. La mia visuale non è ostacolata da niente, non riesco a parlare con nessuno e neanche a capire. Sono li da sola nel buio in balia delle sensazioni. Mi sembra di scoppiare. Riesco solo a sentirmi felice per essere qui e nello stesso tempo mi sento morire.
Dopodichè parte “Il Sentimento delle Cose” il testo che io preferisco in tutto l’album. Mi basta sentire l’attacco, sento il desiderio di alzarmi Stare seduta con questa canzone diventa piuttosto difficile. Tendo l’orecchio per ascoltare solo il basso, che di questo pezzo mi piace molto.
Guardo le mani di Luca da dentro l’obbiettivo.
Le note di “ E’ solo un sogno” mi cullano. Alla fine della canzone lui alza il viso al cielo. Lo fermo in una delle foto che più mi piacciono di questa serata. Lo sfondo blu. Sono profondamente innamorata della chitarra di questa canzone.
Poi parte “Hungry & Thirsty” in cui spunta a sorpresa il cacio sui maccheroni. Ma forse il testo cambia ogni volta e io non me ne ero accorta..Bhò.
Poi è la volta di “Io e Te” E subito dopo finalmente “Marzo, Tredici”
Qui riesco a ricordarmi che ho un taccuino, la mia mente è persa e girovaga nei corridoi del teatro [credo] svolazzando allegramente. Annoto:
”Le finestre chiudono la polvere dell’esistenza, solo 4 muri per nascondersi”
Il primo tempo si conclude con “Nel silenzio”, mi giro e guardo gli occhi terrorizzati della mia amica.
E io: no tranquilla.. ritornano.
Da qui in poi non ho un ordine cronologico ben fisso in testa.
Si, devo confessarlo. Perché, se mi ricordo più o meno quello che ho descritto fino ad adesso, so che da qui in poi non sono in grado di dire se quello che è avvenuto quando loro non cantavano sia accaduto prima o dopo qualcosa.
In realtà a questo punto è successo qualcosa a cui la mia giovane e tremula anima non è ancora [fortunatamente ] abituata. Per spiegare le sensazioni che si provano in questi frangenti bisognerebbe essere uomini “avvezzi di mare”. Perché credo che solo l’ondeggiare che sanno produrre le onde sul corpo possa descrivere l’altalenanza dei sentimenti che si provano durante i suoi concerti. Io non ho ben capito come ci riesca, quest’uomo, a far queste cose, ma mi capita di ritrovarmi in un teatro e sentirmi come nel mare. Come quando le onde ti portano su e poi ti lasciano ricadere in basso spostandoti ogni singolo organo per poi farlo ritornare al suo posto solo per il gusto di rispostarlo un secondo dopo.
E le mie emozioni , già in bilico sollecitate da tante delle canzoni ascoltate, sono definitivamente  precipitate in fondo all’onda quando loro hanno inscenato uno dei loro immancabili momenti di cabaret surreale.
Mi è parso di vedere Luca scalciare con il basso al collo, a un certo punto Guglielmo ha trasformato il teatro nell’ipercoop di Arezzo. E Andrea parlava lo svedese che forse però era cinese.
E Paolo………. non ho capito cosa gli ha fatto di presiso Omar Pedrini, ma vi posso dire che se vi capita a tiro dovete fargli fare l’imitazione di Pelù, o di Zucchero, o di Vasco o di chi non me lo ricordo nemmeno. So solo che non ho mai riso tanto. So solo che non ho mai riso così tanto ad un concerto.
Nel mezzo a tutto questo non so bene come e quando ma hanno suonato
Molto Lontano( mai sentita dal live.. molto bella )
In dissolvenza ( a me piace di più con le chitarre distorte… un ci posso far nulla.. )
Simmetrie ( simmetrie con lui da solo e poi tutti gli altri che arrivano.. )
Catherine ( l’ultimo pezzettino del mio cuore deve essere esploso qui.. )
Poi escono di nuovo e quando ritornano è la volta di
”Troppo poco intelligente” che ormai è diventata qualcosa di indescrivibile, specialmente la faccia di Paolo quando fa finta di sorprendersi vedendo Luca. Si và oltre il surrealismo in qualcosa che ancora non è stato etichettato.
Il concerto si chiude con Rosmery Plexiglas.
Il concerto si conclude.. e per due ore io sono stata veramente una naufraga in balia dell’amore e dalla passione. Quella passione e quell’amore che sento in maniera così struggente dentro di me solo per chi sa condividere le mie fragilità.
E mi ritrovo a riflettere sull’ importanza della sensibilità nella vita. Mi ritrovo a pensare che il mio modo di sentirmi così indifesa davanti a certi sentimenti mi induce a viverli in maniera molto riservata a mostrare parti di me solo a pochi, ma nello stesso tempo so che questa è l’unica via che io conosco per amarmi. Penso a come sia bello guardare qualcuno negli occhi quando sai che questa persona sa vederti dentro.  
Acquistano ancora maggiore importanza tutte le parole che si dicono e che si sanno ascoltare.
Acquistano valore quei momenti fatti di niente. Acquista valore assoluto la condivisione della passione.
E io mi sento indifesa ma nello stesso tempo ricca.
E sento che questa è la cosa più grande che ho.
Te.
L’amore che provo per te è l’unica virtù che mi vanto di possedere.

E nello stesso tempo vorrei riuscire a fare quello che quest’uomo fa con apparente leggerezza.
Perché credo che ci voglia molto coraggio a mostrare le proprie fragilità incondizionatamente..
Credo che  se un giorno riuscirò anch’io a farlo potroveramente ritenermi una persona totalmente libera.

 

23 gennaio 2007

21 gennaio 2007

Prima Puntata

19 Gennaio 2007

Devo dire che mi trovo piuttosto imbarazzata in questo momento ..
Si me ne rendo conto che voi, miei cari lettori, siete venuti qui in cerca del racconto di venerdì..
E.. si dai.. mi sento un po in imbarazzo perchè la serata è andata in maniera piuttosto inaspettata..

Si.. le mie amiche sono arrivate a casa mia prima delle otto.. e..
E..

.. e sai com’è… la televisione era accesa.. e per caso abbiamo visto ..

SI insomma!! Abbiamo scoperto che c’era la prima puntata della nuova serie del Dottor House..

E insomma.. Benvegnù è Benvegnù.. Ma il Dottor House è Il Dottor House!

Insomma è andata a finire che ci siamo messe in pigiama, oltretutto Gianna c’ha anche un paio di calzini simili a quelli miei con la rennina, ci siamo messe sul divano e via alle chiacchere..
Si sembrava sedicenni..

Mi spiace non potervi raccontare tutto nei dettagli.. Ma sono un po in ritardo al momento..
Oggi mi aspetta una giornatina…….        

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19 gennaio 2007

Oggi è il 19 Gennaio 2007

Stesera i miei occhi vedranno cose che voi Umani non potete nemmeno immaginare.
Sono mesi che questa data è nei miei pensieri.
Queste ore sono come il Sabato del Villaggio.
Ho in mente quella sera alla Flog.

Sarà come un battito di ciglia
l’ultimo che ho dato è in una sera d’amore
quello che darò sarà in una serata per amanti scomparsi

Paolo Benvegnù 
Teatro Verdi Monte San Savino (AR)
19 Gennaio 2007 Ore 21.30

 

Aggiornamento delle 17.09
Oggi mi pare una follia totale. C’è chi si vestira con vestiti che hanno aggettivi in ente..
C’è chi per arrivare da me ha stampato la mappa su MAPPY.
C’è chi non può venire con noi perchè non ha la macchina ma solo la vespa e :
"Se vengo in vespa in autostrada col buio moio"

Io sono ancora a lavoro… credo che se non mi spiccio non ce la farò nemmeno a fare la doccia prima che tutto il resto della ciurma, mappy o non mappy, ente o non ente, sia pronta a suonare alla mia porta.

 

18 gennaio 2007

Ieri sera mentre parlavi t’è uscito di bocca un discorso. Lo sò che tu non te ne sei nemmeno accorto di quello che hai detto. Una di quelle cose che si dicono senza malizia ne niente. Ma questa cosa mi fà riflettere.
Non credo sia facile voler bene a una persona come me, nel senso che mi rendo conto di essere molto chiusa e scontrosa a volte.
Ma il mio essere così schiva ha delle motivazioni profonde.
Forse un giorno mi sentirò più libera, più serena. Ma per adesso nn riesco ad essere diversa da quello che sono.
C’è molto, dentro di me, che deve essere ancora raffinato.


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