Archive for agosto 2007

31 agosto 2007

From Olbia Day 12 ( penso ma nn sarei proprio sicurissima al momento..)

Una giornata campale.
Da quando forbes ha reso noto che sarebbe stata rivelata oggi la lista delle fata più potenti del mondo non ho avuto più pace.
Un affarìo di giornalisti e conduttori tv che vogliono intervistarmi anche prima di conoscere i dati.
Oggi poi, quando la classifica è stata rivelata è scoppiato un pandemonio.
E chi se lo poteva immaginare che io, si si, proprio io, sarei balzata in testa?

Nessuno.

Nulla. Il fatto è che stanotte sognavo che mentre ero sott’acqua mi si allagava la macchina fotografica e faceva un’acquetta marrone dentro lo scafandrio. Mi sono svegliata con i sudorini e stamani prima di partire ho passato una mano abbondante di un silicone che ho dentro un vasettino.
Stamani il cielo era incredibile. Mi sono maledetta per non aver portato la reflex. Sai quando nel cielo le nuvole ciccione si depositano solo di lato e nel mezzo è di un azzurro incredibile?
Potere del maestrale che in un giorno fà rinascere i colori in questa terra.
Il mare è di un azzurro brillante che cangia in mille sfumature.
Anche il riflesso del sole è più bello perchè il vento che soffia da terra increspa lievemente il mare
rendendolo grinzoso. Appena grinzoso. E i blu esplodono.
Stamani dovevamo essere in due a fare immersione [gli altri andavano a un relitto sotto orosei, e io nn avevo voglia di svegliarmi presto e di allontanarmi troppo da casa quindi avevo rinunciato] ma arrivo li e vedo un sacco di bombole. Il vento ha impedito di andare e sono tutti qui.
Toda Joia, toda bellezza. ๐Ÿ˜€ ( basta con questa canzone .. nn ne posso più!)

Si parte per Figarolo, una bella immersione che nn ho mai fatto prima.
"La franata del faro"
Si scende e si comincia a girare fra dei massoni. C’è di tutto, una cernia grossa, una musdea dentro una tana. Un grongo che fà capolino fra le rocce ( tacco punta tacco punta) e poi una vacchetta e norme e un mondo di saraghi. Dev’esserci un saraghificio dietro l’algolo!

Proseguendo l’immersione incontriamo un anemone dorato.
ieri leggevo un libro sulla fotografia subacquea e oggi ho provato a mettere in atto alcune delle cose che ho letto.
Credo che queste due foto nn siano male, per essere tentativi rozzi da ignorante in materia..

Insomma dicevo di Forbes… non solo sono stata eletta la Fata più potente del mondo.. ma ho avuto la conferma che c’è un sacco di gente che legge il mio blog tant’è vero che oggi la spiaggia di cui parlavo ieri ( ieri s’era in 10 in tutto.. ) era strapiena di gente e insomma nn ho gradito molto la cosa.

Ho il piacca a uno e mezzo oggi.

Stasera è freddo, ho messo il golf.
Si sta da dio e io mi godo questo posto…
Sono già malatissima di nostalgia.

Non sò bene cosa volessi dire in questo post, sono un po sconclusionata stasera.
Mi sà che il vino freesco mi ha un po fregato..

Oggi guardando Xl ho constatato che forse era meglio scegliere un fotografo più vero al posto di quello che c’hanno adesso..

Notte :*

Surfing: Cristina Donà – Terra blu

30 agosto 2007

From Olbia Day 11

Esco di casa convinta di trovare l’afa. Anche stanotte mi sono barricata dentro con l’aria condizionata.
E invece il tempo sta cambiando. Non c’è più quell’umido di ieri, anche se il cielo non è proprio azzurrissimo ma coperto da una celophan panna.
Ho messo il pareo nero con i fiori fuxia e uno dei miei costumi preferiti con il sopra a palle e il sotto a righe.
anche se è vecchio mi piace un sacco.
Oggi siamo in pochi ad immergersi, io e due inglesi. Sento il breefing in inglese fatto da Andrea che parla in quel modo buffo ( una sorta di imitazione di mike buongiorno) anche quando parla inglese.
Il mare è una tavola.
Andiamo a Mammutones, probabilmente una delle mie immersioni preferite qui a capo figari.

Salsicce fegatini
viscere alla brace
e fiaccole danzanti
lamelle dondolanti
sul dorso della chiesa fiammeggiante

Mi butto in acqua sotto la roccia da cui prende il nome l’immersione.
I mammutones sono delle maschere grottesche della tradizione sarda e in questo caso è il profilo della roccia che sovrasta una spacca subacquea, che ricorda appunto tali maschere, a dare il nome al posto.
La roccia vista da sotto è imponenste. Il naso sporge in alto sopra di noi e delle buche stanno al posto degli occhi. E il mare blu, illuminato dalla luce del mattino che lo taglia trasversalmente è bellissimo.

vino, bancarelle
terra arsa e rossa
terra di sud, terra di sud
terra di confine
terra di dove finisce la terra

Scendiamo e cominciamo a girare intorno alle rocce ricche di coralligeno. Andiamo piano incuneandoci fra i mille passaggi. Una cernia scappa al nostro passaggio, moltissime flabelline piene di uova e anche piccolissime cratene sono disseminate durante il nostro percorso.
Arriviamo sui 30 metri sul salto che scende fino a 40. Li sotto ci sono pareti bellissime piende di aragoste e spugne e buchi piendi di gronghi e ogni ben di Dio.
Cominciamo a scendere.  Prontamente uno degli inglesi fà segno di 100 bar.
"La su mamma maiala" io ho 150, maremma impestata ladra.

e il continente se ne infischia
e non il vento
e il continente se ne infischia e non il vento
Mustafà viene di Affrica
e qui soffia il vento d’Affrica
e ci dice tenetemi fermo
e ci dice tenetemi fermo

ho il ballo di S. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa

Ho il desiderio forte di andargli vicino e gonfiargli il gav a tutta affinchè faccia un balzo cosi forte fuori dall’acqua da ritrovarsi già seduto sul gommone con il the in mano.
Ma sotto una buca compaiono tre musdee grosse e io accantono i miei propositi.
Bea ci fà fare un giro sotto ai massoni alcuni sono ricoperti di parazoanthus intermente.
Ci sono famigliole di vacchette di mare al pascolo. Sorrido delle mie associazioni mentali sub.
Mi ricordo della prima colta che ho fatto questa immersione. Qui vins mi ha mostrato una gorgonia gialla attraverso una lente di ingrandimento. Era bellissimo. Mi sono sempre ripromessa di comprare anche io una lente di ingrandimento da portare sott’acqua ma poi non l’ho mai presa.

La desolazione che era nella sera
s’è soffiata via col vento
s’è soffiata via col rhum
s’è soffiata via da dove era ammorsata
Vecchi e giovani pizzicati
vecchie e giovani pizzicati
dalla taranta, dalla taranta
dalla tarantolata
cerchio che chiude, cerchio che apre
cerchio che stringe, cerchio che spinge
cerchio che abbraccia e poi ti scaccia

ho il ballo di S. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa

Risaliamo fino alla spacca e entriamo dentro.  La percorro fino in fondo con calma, cercando nei buchi e osservando bene. Do la possibilità ai miei occhi di abituarsi alla penombra e poi al buio man mano che penetro dentro la caverna. Questa spaccatura si apre anche nell’aria. A volte, quando c’è mare calmo è possibile finire l’immersione uscendo dentro la spacca. E’ una cosa piuttosto magica. Ma oggi non è possibile. Mentre siamo dentro arrivano delle onde fortissime che si frangono dentro la caverna facendo un rumore forte e fragoroso.
Sbuuummm.
Mi sento rintronare dentro come quando sono a un concerto e sono troppo vicino alle casse.

dentro il cerchio del voodoo mi scaravento
e lì vedo che la vita è quel momento
scaccia, scaccia satanassa
scaccia il diavolo che ti passa
scaccia il male che ci ho dentro o non stò fermo
scaccia il male che ci ho dentro o non stò fermo

Arrivo in fondo senza mai voltarmi. Arrivo nel più lontano possibile dall’entrata senza mai guardarmi indietro. E poi mi volto.
Vedo davanti a me tutta l’apertura. Una sorta di fiasco con la cima molto più larga.Le pareti sono nere e nel mezzo il mare è di un azzurro incredibile.
Scrivo un quadernino da tre anni. Ci sono annotazioni scritte durante le mie vacanze in sardegna.
Nel giorno in cui ho fatto questa immersione tre anni fà c’è il disegno di questa spacca e nel mezzo una sub disegnata come disegnano i bambini ( una donnina con la testa tonda e le barrette al posto del corpo )  ma con una bombola nelle spalle e le fruste dell’erogatore e le pinne.

A noi due balliam la danza delle spade
fino alla squarcio rosso d’alba
nessuno che m’aspetta, nessuno che m’aspetta
nessuno che mi aspetta o mi sospetta

La fine dell’immersione ci regala una bella pedalata in controcorrente.
Arriviamo all’ancora con il fiatone e il tipo ha solo 20 bar.
Siamo a 5 mt per la sosta e intorno a noi milioni di alici.
Uno spettacolo strepitoso. Rimango imbambolata a guardare e non mi accorgo nemmeno che ho finito la sosta da due minuti quando Vins mi chiama e mi fà: Ok?( indicandomi il computer) e io: si si.
E lui: ok, si risale.
E io: no.. io sto ancora qui.

Il cerusico ci ha gli occhi ribaltati
il curato non se ne cura
il ragioniere non ragiona
Santo Paolo non perdona

ho il ballo di s. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa

Nel pomeriggio decido di andare in una spiaggia poco conosciuta. Non ho voglia di casino intorno.
Fatico un po a ritrovare la strada per una caletta vicino a cala sassari.
Ma poi la trovo e ci sono solo una decina di persone in tutto.
Mi stendo sulla sabbia che qui è granito frantumato e mi addormento al sole.

Questo è il male che mi porto da
trent’anni addosso
fermo non so stare in nessun posto
rotola rotola rotola il masso
rotola addosso, rotola in basso
e il muschio non si cresce sopra il sasso
e il muschio non si cresce sopra il sasso

Tornando a casa salvo una donna, mangio del sushi e poi mi metto qui in terrazza a godere di questo vento che finalmente sposta i miei capelli.
E’ ritornato il maestrale.
Buona notte.

scaccia scaccia satanassa
scaccia il diavolo che ti passa
le nocche si consumano
ecco iniziano i tremmori
della taranta, della taranta
della tarantolata

29 agosto 2007

From Olbia day 10

E’ una giornata interminabile.
Sono stanchissima.
E’ cominciata, o forse sarebbe meglio dire: non è mai smessa, stanotte.
Si è riversato in questa baia quello che io definisco: un caldo puttano.
Non c’è un alito di vento e tutto è intasato dall’umidità.
La vedi sul mare sotto forma di nebbiolina, la vedi che sale su dal terreno e la senti addosso quando ti unge la pelle continuamente. Gli odori sono intensificati e tutto è immobile.
Soffochi.
Mi sono chiusa in casa stanotte con l’aria condizionata accesa. Paurosa.
E’ la prima notte che dormo da sola in questa casina e visto che molti nel condominio se ne sono andati non mi sentivo troppo tranquilla.
Poi i pensieri di ieri hanno vinto su tutto e sono rimasta per ore a riflettere su me stessa e sul mio modo di essere, cercando di capirmi.
Alle sette quando è suonata la sveglia io dormivo da poco e alzarmi è stata dura.
Ho fatto il thè e l’ho messo dentro una bottiglia per berlo mentre guidavo la pandina.

Si parte per il Papa e la baia è una tavola azzutta.
Pianosa sembra divisa dal mare da una nuvola di umidità che traccia una riga bianca e spessa alla sua base. Effetto ottico molto strano.
La traversata trascorre in un attimo.
Arriviamo al Papa e ci sono i delfini vicino alla boa. Tutti si buttano in acqua speranzosi.
Oggi faccio immersione da sola con la guida.
Soli.
Uno spettacolo.
Questa immersione è molti vicina all’altra secca di tavolara.
Si chiama "Secca del Papa 2 "
Su un fondale di circa 50 mt ricoperto di sabbia bianchissima si ergono una serie di rocce che formano dei pinnacoli. Il più alto arriva a circa 25 metti sotto la superfice del mare, gli altri degradano man mano fino a toccare la sabbia.
Le pareti delle rocce sono ricoperte completamente di Gorgonie bellissime. Grandi e ricchissime.
Siamo i primi a scendere e quando arriviamo sul primo cappello possiamo vedere un branco di barracuda piuttosto grandi a pochissima distanza da noi.

 Procediamo aumentando la profondità e ammirando le gorgonie. Non ne ho mai viste di così belle nemmeno all’argentarola.
E’ pieno di cernie di media dimensione e moltissimo pesce. Saraghi a iosa e murene. Castanole. Nuvole di castagnole infinite. I barracuda scendono in basso vicino alla sabbia e cominciano a vorticare in tondo.
Uno spettacolo così l’ho visto solo a shark Jolanda reef a Ras Mohamed.
Io e Andrea ci guardiamo continuamente con tutto che ci sorride.
Proseguiamo e mi metto a fotografare.
Ci sono veramente tantissime cernie.. e dopo alcune prove viene fuori questa foto che mi piace moltissimo.


Ci sono dei grossi branchi di saraghi ma non sono svelta con la macchina fotografica e me li perdo.
c’è una miriade di altre cose da guardare ma è tanto che siamo sotto e stiamo già caricando due minuti di deco, ma non riusciamo a staccarci da quei pinnacoli.
Ci sono due cernie enormi che vengono a salutarci.
Siamo cosretti a salire.
Andrea è nervoso perchè qui non bisogna caricare deco e non vuol farsi scorprire.
Per l’appunto il mio computer ci fà un giochetto e mentre siamo a 5 metri mi sengna prima 3 minuti di sosta, poi due e poi di nuovo tre.
Saliamo in barca solo un paio di minuti prima degli altri.
Probabilmente la più bella immersione che ho mai fatto in vita mia.

Trascorro  il pomeriggio a Cala Sassari facendo il bagno nel mare in amore.
Mangio sushi per cena.
Chiamo  casa.

Sono tendenzialmente un po giù.

Surfing: So! – Florence 66

28 agosto 2007

From Olbia day 9

Oggi le mie consapevolezze, le mie incertezze pesano.
I miei pensieri non si spostano un attimo da un solo argomento e la mia codardia mi spaventa.
Sono egoista. Non ci sono paraventi dietro cui ripararsi.
Per lo meno devo ammetterlo. E vergognarmi di non voler prendere la giusta decisione per paura.
Potrei parlare delle immersioni di oggi, del mare con cui ho cercato di ricoprire i buchi.

Invece no.

Sto in silenzio. E mi vergogno di me.

Surfing: Ben Harper – Lifeline.

27 agosto 2007

From Olbia Day 8

Sette e mezzo di sera, oggi ho la pelle molto rossa. Sono stata tanto in acqua e tutto tira un po.
Specie sulle spalle.
Oggi niente immersioni.
Stanotte è stato caldissimo. Ieri sera c’era un geco in terrazza.
Stamni siamo andati a Spiaggia Bianca, in realtà volevamo andare a Cala Sassari ma poi s’è sbagliato strada e siamo finiti li.
C’era pochissima gente.
Ho comprato sub di agosto e nella pubblicità della Nadd c’è una foto scattata durante il mio corso istruttori hsa. Ci sono i miei colleghi. E’ stato buffo vederli. ๐Ÿ™‚
Ho sfogliato la rivista appassionandomi nn poco sulla storia di un relitto a cui è dedicato un servizio.
Ho finito il libro di Coe.

Devo dire che questo credo che sarà l’unico libro di Coe che leggerò mai.
La storia è molto bellina e l’idea mi piaceva molto all’inizio .. ma durante la lettura ho dovuto constatare che il suo modo di scrivere non mi piace.
Il libro racconta la storia di tre generazioni di donne raccontate da una quarta che muore all’inizio del libro e che lascia in eridità alla terza della generazione ( che è cieca ) il racconto della sua storia registrato in cassette audio visto che lei è stata separata dalla famiglia di origine.
La vicenda viene narrata attraverso la descrizione di 20 fotografie.
Purtroppo la poesia che ho trovato all’inizio del libro scompare man mano che si procede con il racconto..
La fine è veramente alla beautiful.
Vorrei che questo libro fosse stato scritto da De Carlo. Vorrei ovviamente che la storia avesse avuto un finale degno dell’idea. O un minimo di poesia e di capacità di scrittura.

Forse amareggiata dal finale sono andata in acqua un po svogliata, ma mi sono ringarzullita subito quando ho incontrato una seppia. Mi sono immersa per fotografarla e lei se ne stava li ferma. Le sono arrivata a 10 cm neppure.

Poi continuando a nuotare abbiamo incontrato questo coso.. che nn sò bene cosa sia…

Credo sia qualcosa di simile a una medusa, era gelatinoso ma duro.. e dentro aveva come una sorta di branchia .. o qualcosa di molti simile a qualcosa per filtrare.. ma era profondo e nn riuscivo a stare in apnea moltissimo.. oltretutto avendo paura che fosse urticante avevo un po di timore nel toccarlo..

Nel pomeriggio sono stata alla Spiaggia dello Squalo.
Ho giocato con un polpo.

Il vetro della panda, il laterale dalla parte guidatore è esploso in mille pezzi dopo esser caduto dentro lo sportello..

Stamani un pesciolino mi ha morso le caviglie mentre io stavo cantilenando:

A ME NON MI MORDE ! A ME NON MI MORDE!

Stasera andiamo a cena allo Stazzu con i nostri amici di sopra.  ๐Ÿ™‚
Ho una fameeeeeeee!

26 agosto 2007

From Olbia Day 7

 

Adoro i fuochi di artificio. Ieri sera sono stati quelli più belli mai visti.
Seduta in spiaggia, la piattaforma davanti a me. E i fuochi a tempo di musica.
A momenti erano così belli che nn riuscivo a fotografare.
Poi c’era con noi Alessia, la bambina che abita nella casa di sopra.
Era la prima volta che li vedeva. Probabilmente questa sera le rimarrà impressa per tutta la vita, o forse cadrò nell’oblio come molti ricordi dei bambini, e anche dei grandi.
Sò che io avevo dentro di me una musica tutta mia.
Immagini personalissime legate a ricordi.

Stamani mi sveglio alle 7.30. Questa settimana ho fissato tutte immersioni per le 8.30.
Un sistema per riabiuarmi alla sveglia presto per il lavoro.
Parto e il cielo è così azzurro da sembrare bianco.
La baia è placida e dorata, un paio di scie segnano il passaggio dei traghetti, nulla più.
Arrivo al diving e gli altri sono già tutti pronti.
A sorpresa hanno organizzato il Papa anche oggi. Io non lo sapevo e sono arrivata tardi.
Mi prendono in giro bonariamente.. ma veramente non è colpa mia!

Partiamo e la musica oggi è tutt’altra.

Sfrecciamo nella baia ma questo non basta. Arriamo all’ormeggio per 3 e ci tocca aspettare che lgi altri abbiano finito prima di poterci immergere. ๐Ÿ˜ฆ
Nell’attesa la guida ci racconta tutta la storia di tavolara e ci scappano delle grasse risate.
Ci buttiamo e oggi c’è più luce.. ma c’è una corrente assurda.
La frusta dell’erogatore in certi momenti mi vibra così tanto che mi tocca tenerla affinchè l’erogatore non mi parta di bocca.
Nuotiamo bassi fino al terzo cappello e stamani ci troviamo un branco di dentici enormi che gironzano giocando con delle cernie. Poi avvistiamo una cernia alessandrina. Un esemplare molto bello e particolare che non avevo mai visto. Ritorniamo al primo cappello facendoci una bella pinneggiata controcorrente veramente pesa..  Ci mettiamo ridossati e cominciamo a risalirlo a spirale. Le murene si sprecano così come i gamberetti e i nudibranchi. Cernie ancora, saraghi a gogò.
La definiscono una delle tre immersioni più belle del mediterraneo, non a caso.

Rientriamo tardissimo. Ho una fame bestiale perchè ho saltato la colazione. ๐Ÿ˜€

Oggi è particolarmente caldo, sono diversi giorni che non soffia maestrale e sembra di stare in unb forno.
Passiamo il pomeriggio a cala banana e mi concedo un bagno lunghissimo, anche perchè rimanere sulla spiaggia è pressochè impossibile.
Oggi mi sento malinconica:
Sono di nuovo qui in terrazza a vedere la luce sparire.. penso che questi momenti mi mancheranno veramente molto nei mesi avvenire.

25 agosto 2007

From Olbia day 6

Mi sono svegliata con la consapevolezza che nn sarei andata oggi.
Il labbro si è gonfiato a dismisura e il fastidio all’orecchio sta diventando quasi più che un fastidio.
Non è il caso di sollecitarlo con l’immersione.
Niente.
Faccio colazione con calma. Fette biscottate nuove, più buone e la marmellata di lamponi francece.
Che sciccheria.
Poi preparo tutto e si parte. Destinazione Spiagge bianche.
Spiegazione.
La strada che collega Pittulongu ( dove sono io ) a Golfo Aranci è una strada che si snoda alta sopra la scogliera. Sono qui vicino a Pittulongu scorre in basso e poi sale per donare una visione magnifica del golfo. Ogni tanto dall’alto della strada partono delle stradine sterro che portano a piccole o più grandi calette.
Spiaggia Bianca è una delle ultime che incontri prima di arrivare al bivio per il Golfo di Marinella.
La sabbia è fine. Sabbia pesa di conchiglia. Chiarissima. Il mare è un colore indefinibile fra l’azzurro e il verde.
E’ un posto piuttosto noto sempre affollato di gente. Specie oggi che è sabato.
Arrivo e mi fiondo in acqua.
Nuoto verso la parte sinistra della baia e rimango in galleggiamento ferma. Immobile. L’acqua non è poi così chiara ancora. E’ di un azzurro strano. Come quei disegni a matita sulla carta rudiva in cui si vede la striscia del colore e un po il bianco sotto. A volte più azzurro a volte più trasparente.
Vedo uno spirografo e mi fracasso i timpani per fotografarlo.


Nel pomeriggio si cambia spiaggia.
Stavolta è Nodu Piano, molti vicina alla casa, ci si arriva in 5 minuti di macchina.
Qui c’è meno gente.
Mi perdo nel mio libro che sto per terminare.
Faccio un bagno lungo in cui incontro dei pescatori sub. La fiocina che colpisce le rocce mi rimanda a quel bambino fijiano che pescava con una stecca di ombrello e un fucine azzionato da un elastico.
Fra l’altro il bambino fijiano aveva preso un sacco di pesce, mentre il pescatore di oggi era a secco.
La fame ingegna. Credo.

Ho appena finito di cenare, c’è un piccolo gechino che fà capolino da sotto la panca vicino al muro.
Ho i capelli ancora bagnati.

Stasera ci sono i fuochi a Golfo Arancio.

Sono a circa metà delle ferie. Se la malinconia per questo luogo mi comincia già da adesso, quando sono ancora qui… credo che nn ne cavo le gambe stavolta ๐Ÿ˜ฆ

E domani mattina torno sott’acqua.

24 agosto 2007

From Olbia Day 5

Tanto tempo fà in Sardegna vivevano tre fate (Janas) molto golose.
Una volta, nonostante il digiuno quaresimale, in gran segreto prepararono nel loro forno dei gustosissimi dolci. Rimproverate per questo motivo da un frate, si indispettirono e lo bastonarono. Dio allora le punì trasformandole in tre stalagmiti che, ancora oggi, si possono ammirare in una grotta del centro della Sardegna.

Questo solo per dire che è sera e io sono in terrazza con il portatile e le stelle come sfondo.
La luna, che sta piano piano crescendo di sera in sera e che sarà piena a circa metà della prossima settimana, è qui davanti a me a mezz’aria.
Sto mangiando questi magnifici dolcetti sardi, Le tre Janas, che sono dei biscottini ripieni di marmellata.
Alle ciliege nel mio caso.
Buonissimi.
Si sono anche io una Janas golosa.
Ma prometto di non bastonare nessun frate. Anzi, per star sicura, prometto di non frequentarne alcuno per il resto della mia vita. Giusto per non correre il rischio di essere trasformata in una stalagmite.
( ne ho preso un altro nel frattempo.. è buonissimo.. )

Anche stamani mi sono alzata con la pioggia. Prima delle sette.
Sono partita per Golfo Aranci quasi sicura che di immersioni per oggi nn c’era da parlarne.
Invece arrivo al diving e tutti sono indaffarati a preparare.
Ho avuto la conferma che qui un sentono storie.
Le immersioni si fanno tutte, mare o non mare, pioggia o sole.
Si parte con un notevole ritardo a causa di James ( che fra l’altro deve pagare bere..).
Il cielo è viola, il mare è assurdo e a me mi viene da ridere pensando al diving dell’argentario e a cala grande.
Il mare ci sono delle onde lunghissime. Siamo tutti ritti sul gommone sopra un mare almeno forza 3.
Tavolara è tutta chiusa.
Si doppia la punta e la situazione peggiora ulteriormente.
Arriviamo ormeggiamo e un attimo dopo mi preparo e mi butto.
L’acqua è blu cupa.
L’immersione di oggi si chiama : La secca del Papa.
Sono tre pinnacoli che vengono su da una base che parte da 45 mt circa, un fondale misto di roccia e sabbia bianchissima. Ci sono tre pinnacoli grossi. Il primo ha il cappello a 16 mt, il secondo a 24 e il terzo a una trentina di metri.
Il primo è coperto di gorgonie e parazoanthus, gli altri due sono più scarni di vegetazione.
Ci troviamo in una parte dell’isola limitata alla pesca e l’attracco da un parco marino.
Solo i diving hanno permesso di ancoraggio in questi luoghi. I pesci hanno la possibilità di crescere più del normale perchè la pesca è proibita.
L’immersione è profonda e comporta un grado di difficoltà alto non solo per la profondità ma anche per la probabilità alta di corrente e anche perchè spesso in superfice c’è mare mosso essendo l’immersione abbastanza a largo rispetto alla parete dell’isola.
Ci sono due boe su cui attraccare e poi una immersa a 10 mt circa in cui in genere i sub si attendono prima di iniziare l’immersione per non stare a galla in balia delle onde.
Il mare è talmente scuro stamani per l’assenza di sole che non si riesce, dalla superfice, a vedere il fondale.
Ma non ho paura, sò che li sotto ci sarà uno spettacolo di pesce stamani .. e già me lo pregusto.
Ho di coppia un tipo di genova con la macchina fotografica. Almeno potremmo fare con calma.
Iniziamo a pinneggiare verso il primo pinnacolo, quello meno profondo e ci passiamo sopra avvistando innumerevoli murene. Contrariamente che in superfice sotto non c’è un filo di corrente.
Nuotiamo verso il terzo pinnacolo a mezz’acqua. Ho problemi con la maschera che mi si appanna continuamente.. siamo quasi al terzo piannacolo e dal mio appannamento vedo un ombra grossa.
Ma che cacchio è?
Spanno e vedo questo pesciolone.
Ma che cacchio è sta bestia?

E’ un pesciolone di almeno un metro e mezzo. E’ così grosso che non riesco ad associarlo alla sua giusta razza. Prima penso a un piccolo di delfino.. poi  a un pinna bianca .. poi nn lo sò nemmeno io.
Si allunga e capisco che è una ricciola. Una ricciola enorme. Enorme.
Ma esagerata. Vicino a lei , tanto per non essere da meno 3-4 cernie di un metro circa.
Una poi sta mangiandosi un pesce semimorto. Questo pesce è attaccato da una miriade di pesciolini che scappano e ritornano quando la cernia morde e si allontana.
Siamo tutti li sopra a un paio di metri da questo spettacoli, tutti imbambolati.
Purtroppo non è possibile rimanere più di tanto a quella profondità.. il mio compagno poi ha già 15 minuti di deco caricati.. ( so una storia che diavolo ha fatto questo!!)
Ritorniamo indietro facendoci i pinnacoli con calma. C’è di tutto.
Ma è tutto molto buio e le foto nn vengono molto bene. ๐Ÿ˜ฆ
Ma dentro la boa a 10 mt ci sono molte sorprese.
Facciamo la sosta piuttosto sciagattati dalla risacca che si sente maggiormente ora e poi si risale.

A pranzo arrivano degli amici che erano in vacanza a sud e che oggi ripartono. Siamo costretti a fare la grigliata sotto la terrazza perchè nn smette di piovere. ๐Ÿ˜ฆ

Nel pomeriggio facciamo in giro per andare da un pastore a prendere il formaggio e poi andiamo a vedere il tramonto a spiagge bianche.
Il cielo si sta aprendo. Dice che domani sarà bel tempo.

Stasera mi sento stanchissima. Non vedo l’ora di andare a letto e raggomitolarmi e dormire.
Domani mattina ho immersione alle 8.30
Stamani alla secca ho perso la mia passatina preferita. Mi spiace, ma un po mi piace il fatto che un pezzetto di me rimarrà sempre in un posto veramente molto speciale.

Oggi ho sentito alla radio la nuova canzone di Cristina. Ero nella strada che dal golfo di Marinella arriva alla litorale. Mi venivano le lacrime per come è bella quella canzone.

Buona Notte.

23 agosto 2007

From Olbia Day 4

E’ di nuovo sera e sono di nuovo in terrazza.
C’è l’odore delle citronelle e un po di puzzo di pesce. Non ho idea di cosa hanno cucinato questi qui accanto per cena.. ma l’odore è piuttosto nauseabondo.
Sono stanca. Fra poco vado a dormire. Domani mattina mi devo alzare alle 7 perchè alle otto parto per Tavolara. ๐Ÿ™‚

Stamani mi sono alzata con il rumore della pioggia. Ora sta cominciando a piovere di nuovo.

Ho passato la mattina chiusa dentro Ocean (auchan) perchè pioveva così forte da non poter uscire fuori.
Ho anche comprato un libro di cui spero non dovermi pentire. 
E’  un noir di Morozzi. Speriamo bene.
Poi nel pomeriggio il cielo si è aperto e sono tornata a Mare Rocce.
Stavolta ho portato la seggiolina per non inumidirmi mentre prendo il sole.
Ho steso l’asciugamano e preparato il tutto per stendermi ma alla fine ero troppo curiosa. Dovevo andare in acqua a cercare il nudibranco di ieri.
Oggi ho portato la macchina fotografica.
Ho preso a nuotare in mezzo alla baia seguendo la linea della sabbia bianca e poi ho virato  verso le rocce.
C’è stato un po di caos stanotte e l’acqua oggi non è limpidissima. Oltretutto il sole và e viene fra le nuvole.
Non c’è troppo vento. L’acqua è caldissima.
Nuoto fino agli scogli semiaffioranti e cerco di trovare sott’acqua i punti di riferimento che avevo preso ieri per orientarmi. Un riccio vicino a una roccia grossa. Alcuni sassi disposti in una certa maniera..
Ma la mareggiata ha spostato un po tutto e non mi orizzonto bene.
Poi vedo una grossa spugna nera e in un attimo ritrovo  il posto di ieri, e il mio nudibranco p ancora li.
Ho chiesto al diving ieri, io non avevo mai visto un nudibranco come questo.
E’ un doride dipinto

Rimango li molti minuti per fotografarlo. Mi immergo in apnea per un paio di metri. Non ho pesi ne niente e rimanere sul fondo immobile è piuttosto difficile. Mi aggrappo alle rocce .. ma sono piccole e mi tocca pinneggiare continuamente per cercare di star ferma. I massi si alzano, e appena io mi allontano molti pesciolini si avvicinano al mio nudibranco attirati dalla sospensione che le rocce spostate generano.
sono felice per averlo ritrovato ๐Ÿ™‚

Nuoto ancora verso la riva lentamente osservando i ricci e ogni piccolo essere che incontro.
Esco e mi stendo al sole a leggere il libro di Coe che mi sta emozionando non poco.

Rimango così fra il cielo e la sabbia umida. Avvolta.

Il mio corpo è stressato.. me lo dico per tutto l’inverno.
Eppure, durante la 4 settimana di ferie consecutiva, mi arriva un bell’herpes sul labbro.
Arriva così come uno di questi fulmini che si scatenano adesso alle mie spalle.
Me lo ritrovo sul labbro e mi fà un male cane.
Il mio corpo è forse stressato dalle ferie?
Non sono mica normale io! Mhà!

Insomma vado in farmacia e poi facciamo un giro al Golfo di Marinella giusto per aspettare il tramonto.

Domani mattina. Speriamo bene. L’immersione di domani mattina è piuttosto impegnativa. Speriamo di poter andare. 
Chiudo il post di oggi con il tramonto di stasera ottenuto anche grazie all’utilizzo delle lenti marroni dei miei occhiali da sole.
Sempre detto che quelle lenti fanno il mondo più bello!

22 agosto 2007

From Olbia Day 3

Scheggio con la pandina verso Golfo Aranci. Sono le 19.30 e il cielo pieno di nuvole si prepara al tramonto.
C’è un punto, in alto, vicino a dove si gira per Aronzos in cui si vede sulla sinistra il Golfo di Marinella. E’ in quella direzione che si vede il tramonto la sera. Ci sono dei monti aguzzi. Granitici. E’ un’immagine che come molte altre della Sardegna mi rimanda al Sinai. Il cielo è pieno di nuvole di molti colori che cangiano dal giallo al rosa. Vado veloce perchè ho paura di far tardi.
Sorprendentemente la baia è d’olio.
Si vede la scia di un tragheto appena passato che rimane visibile da figarolo fino a mezzo golfo.
Incredibile.
Il mare è una tavola.
Sorrido. Il finestrino aperto mi porta il profumo della macchia mediterranea messo in evidenza dalla pioggia.
E’ caldo, umido.

Arrivo al diving e scopro che il mio compagno di stasera è un ragazzo di Arezzo. Parliamo di posti di immersione all’argentario, di diving, di esperienze.
Lui viene qui da 20 anni, ma si immerge solo dall’anno scorso.
Partiamo, e sul gommone siamo tanti.
Sono in acqua con una guida nuova, non ricordo il nome. E’ uno di Roma. Uno lungo e secco.
Uno che durante tutto il tragitto baccaglia la tipa che fà immersione con noi. ๐Ÿ™‚
La destinazione è Figarolo, Cala Corsi.

La guida si butta per ormeggiare, accende la torcia e..
.. La torcia illumina all’infinito. Pare di stare in piscina ( non in quella di montevarchi.. ),
Visibilità stratosferica.
L’immersione è bellissima. Sembra di essere al supermercato. Paguri bernardo a iosa, aragoste, polpi di tutte le misure, un grongo che mangia le castagnole, gamberetti e uno scampo enorme. Un anemone dorato.

Riemergiamo e come sempre rimango incantata dal cielo.
Il cielo dal mare, dopo le notturne è sempre uno spettacolo.
L’acqua è caldissima.
Rimaniamo a sguazzo placidi.
Poi si riparte e in un attimo siamo al diving.

Stamani mi sono svegliata con il rumore dei piedini delle bambine che abitano sopra a me.
Sentivo tutti i loro passi. ๐Ÿ™‚ Correvano qua e la per casa giocando.
Era come sentire i passi di due fatine felpate e poi le loro risate.
Sono rimasta ferma nel letto ascoltando i loro piccoli rumori, ridendo da sola.
Poi è iniziato a piovere e il rumore della pioggia sulle canne della tettoia si è unito a quello dei piccoli piedini.
Mi sono avventurata in terrazza per guardare il cielo.
Grigio numero 27 con sfumature di ogni grigio possibile.
Ho preparato la colazione e dopo, quando sembrava che stesse per aprirsi, ho preso la panda per andare a Mare Rocce.
Mare rocce è una caletta qui davanti. Ha la sabbia finissima e bianca.
E’ poco frequentata dai turisti. Ci trovi molti sardi e anche alcuni cani.
La sabbia era ancora umida e compatta. Il mare blu carta zucchero.
Ho messo le pinne e via.
Ho percorso la dorsale di rocce fino alla punta e poi continuato a seguirla fino agli scogli semiaffioranti in mezzo alla caletta.
Ho incontrato un nudibranco grossissimo, verde con dei puntini gialli e una sorta di fiorellino sopra nella schiena. Mi sono maledetta per non aver portato la macchina fotografica.

Il cielo si è fatto sempre più grigio nel pomeriggio e verso le tre mentre andavo verso Golfo Aranci non sono stata sorpresa nel vedere che sia Tavolara che capo figaro avevano la sommità coperta di nuvole.

Ho un nuovo compagno oggi. Un signore che fà nel pomeriggio l’ultima immersione prima del rientro.
Montiamo sul gommone e inziamo ad andare verso la punta.

Appena passata la punta siamo esposti al vento e al mare che non è per niente clemente.
Si salta, e la nostra destinazionhie cambia.
Torniamo di nuovo al Portone, unica immersione ridossata che ci permette di ancorare con una certa tranquillità.


L’immersione è buia e i pesci molto spaventati.
Non di meno la guida fà la differenza, come sempre.
Perchè se ti porta sott’acqua una persona che lo fà per passione il risultato è sempre diverso.
Perchè se vai in acqua con qualcuno che ama mostrarti accade che se un’immersione non è il massimo la fà diventare bella lo stesso. Ecco perchè mi piace Dino.
Non si limita a fare il percorso che abbiamo fatto due giorni fà. Lui cerca i pesci in tutti i buchi, e quando non li trova devia il percorso per mostrarti altre cose.
E quando si entra nella spacca nn ti fà fare la solita giratina.. ma ti porta a vedere il buco di sotto pieno di cerianthus.
Poi ci mostra un riccio diamante, un riccio con gli aculei lunghissimi e il corpo che crea delle luminescenze rosa. Una cosa bellissima che nn avevo mai visto.
Rimaniamo a giocare con i pesciolini che sfrecciano nella risacca durante la sosta anche noi in balia delle onde che anche a 5 mt si fanno sentire.. Rido dentro la maschera, e anche gli altri,

Risaliamo sotto la roccia.

Adesso è sera, sono in terrazza. Il cielo è coperto di nuvole.
La luna si è persa chissà dove.
Ho sonno.

Notte

Nel cielo ci sono mille lampi.. Speriamo bene!

 


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