C’è un momento nella sera in cui le parole ricominciano a scivolare dentro la mia testa.
In quel momento ritrovo tutta la capacità che avevo nello scrivere.
Le descrizioni si riappropriano di ogni sfumatora e i sapori diventano di nuovo rotondi dentro le mie labbra.
Ho costruito delle barriere dentro di me in questi ultimi anni, per schermarmi, per nascondermi. Per soffrire meno. 
Ma tutto questo frena anche la parte di me che più amo. Quella che sapeva scrivere cento righe solo sulla descrizione della scia dei fari sull’asfalto bagnato.
Ieri sera, per una sera, mi sono riappropriata di me lasciandomi allo scoperto.
Ho permesso agli occhi di perdersi proprio su quelle scie bagnate al tugsteno.
Le ho inseguite lasciando che i pensieri vagassero dentro di me.
Ho annusato l’asfato ebro di pioggia e ho corso infangandomi la fine dei pantaloni.
I capelli sciolti, lo zaino sulle spalle e gli occhi gentili di alcune persone hanno fatto da contorno a una serata desiderata, attesa. A tratti violenta.
dEUS live@ Viper Firenze.

Slow
Entireness of your control
Of the moment that is nearly standing still
And wait for a minute and not a second more

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