Archive for gennaio 2009

30 gennaio 2009


Cancro (21 giugno – 22 luglio)

"Siamo tutti stupidi", diceva Mark Twain. "Solo che lo siamo in materie diverse". È verissimo. Quando penso a tutte le cose che non so, mi prende l’ansia. La buona notizia per me (e per voi, compagni Cancerini) è che siamo nella fase astrologica ideale per seguire un corso intensivo nelle materie in cui siamo meno preparati. Se riusciremo a essere coraggiosi e umili, potremo colmare moltissime lacune.

Ufficale che Brenzi mi piglia per il culo.
Ovvio, mi mette quest’oroscopo qui dopo una giornata come quella di ieri in cui rendermi conto che non sò più spiccicare una parola d’inglese mi è pesato parecchissimo.
Che l’impossibilità di comunicare è una cosa pesissima da sopportare.
Comunque, non sarebbe meglio un mese negli stati uniti??
O in australia??

Eppoi:

Ho controllato. Frucare esiste. E’ desueto ma esiste. E’ desueto per gli altri ma non per me. Io lo uso.

Eppoi:

Spengere. Ciccio Spengere deriva direttamente dal latino. E se gli altri non lo sanno, e nemmen’io del resto, a me non mi frega nulla.

Eppoi:

I miei ragionamenti sulla fonetica sono sacrosanti.


Eppoi mi dicono che non esiste più la poesia..

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29 gennaio 2009

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Era un libro pacato, anche se conteneva parole e vita dolorosa. Ma si era abituato al peso di quello che raccontava. Era austero negli angoli e manteneva ancora chiaro il colore delle sue pagine.
La costola poco o punto sbertucciata.
Non era goloso, per fortuna, anche se si era ritrovato in una condizione domestica molto propensa all’attività culinaria.
Era stato per molto tempo disposto in fila con alti compagni, in attesa che una mano dalla pelle delicata e chiara tornasse ancora a sfogliarlo.

Era diventato membro di una comunità vasta e variegata e ne aveva preso le consuetudini.
Veniva ciclicamente messo in rotazione e spostato dalle mani di una Signora meticolosa.
Attendeva con ansia il periodo di vacanza concessa per legge ai membri della sua casta.
Si sentiva proprio nell’aria che il giorno dell’inizio delle vacanze era vicino.
Aveva preparato una piccola valigia di pelle marrone con tutto il necessario disposto in bell’ordine.
Una pettinella, lo spazzolino e una boccetta di acqua di colonia.
Quella mattina si era allacciato con cura le scarpe di morbida nappa nera, indicate per i viaggi.
Le stringhe cerate erano perfettamente infiocchettate.
Era arrivato a destinazione e si era gongolato all’idea di aver avuto la fortuna di ricevere una stanza con balcone vista strada. Era tanto tempo che non sentiva l’asprezza dell’aria aperta.
Di notte si irrigidiva, di giorno si lasciava sciogliere in baci languidi e umidi.
Ma una mattina due baffi canuti e spessi vennero a cercarlo.
Il tepore di una mano riattivò la sua circolazione.

Non fece neppure in tempo ad allacciarsi le scarpe. I suoi piedi rimasero a ciondolare nudi durante il trasporto.
Venne allineato al terzo piano di una libreria che odorava di nuovo fra compagni silenziosi e dormienti.
In una casa diversa con le tende leggere e blu alle finestre.
Castore e Polluce a rischiarare le loro notti.

 

Una serata molto diversa da come mi potevo immaginare.
Un set acustico con luci ferme. I tre seduti. Lanegan con le mani appoggiate sulle ginocchia.
Tutto ridotto al minimo.
Non l’agitazione che mi ero immaginata.
Tutti seduti.
La voce di Lanegan che fruca nella pancia.
La chitarra e il piano a riempire.


Dream, dream dream dream,
Dream, dream dream dream.
When I want you in my arms,
When I want you and all your charms,
Whenever I want you,
All I have to do, is
Dream, dream dream dream.
When I feel blue in the night,
And I need you to hold me tight,
Whenever I want you,
All I have to do, is
Dream, dream.
I can make you mine,
Taste your lips of wine,
Any time, night or day.
Only trouble is, gee whiz,
I’m dreamin’ my life away.
I need you so that I could die,
I love you so, and that is why,
Whenever I want you,
All I have to do, is
Dream, dream.
I can make you mine,
Taste your lips of wine,
Any time, night or day.
Only trouble is, gee whiz,
I’m dreamin’ my life away.
I need you so that I could die,
I love you so, and that is why,
Whenever I want you,
All I have to do, is
Dream, dream dream dream.
Dream, dream dream dream, dream.
Dream, dream dream dream, dream

28 gennaio 2009

Ieri sera mi sono addormentata con il libro aperto.. Verso le dieci.
Non di meno stamani nn riuscivo veramente ad alzarmi per come mi sento floscia.
Sono uscita nell’aria gelida incontrando un cielo pieno di nuvole nel momento esatto dell’alba.
Purtroppo non avevo la macchina.
Ho realizzato che è tanto che non mi sveglio più per andare a fotografare di mattina presto.
Sono diventata troppo vagabonda..

27 gennaio 2009

Mi vergogno di me stessa e mi rendo conto che sto intrascendo di brutto..

Ma ditemi, onestamente, come potrei non amare Morgano, dopo questa camicia qui!!??

26 gennaio 2009

Ho sognato due guerrieri a proteggere il mio cuore e una coperta a coprire il mio amore.
Un nido riparato dalle anime che soffiano fuori dalla finestra.

Resta qui con me
Inventiamo un mondo che ci faccia ridere

23 gennaio 2009

Ci sono dei giorni in cui i sentimenti nella mia testa sono agitati come la neve in quelle sfere di vetro.
Sono tutti pigiati dentro, vorticosi, impazziti. Impossibilitati ad uscire. Compressi.
In quei giorni desideri soltanto che la neve si allinei e cominci a cadere.
Vorresti avere le mani a calamita per farli aderire, per calmarli. Per calmarti.
In una giornata del genere parto dopo il lavoro lasciandomi dietro le luci.
Scelgo di percorrere la strada più breve ma tortuosa, come spesso mi accade.
La via Libbia di notte perde molto del suo fascino diurno. Non posso vedere i boschi intorno a me, ma sento ugualmente il potere degli alberi. Rimango attaccata i miei fari che mi guidano fino ad arrivare alle luci di Anghiari, maestosa e dorata che lascio scivolare alla mia destra.
Scendo di nuovo in valle verso Sansepolcro e la città mi attende solitaria.
Anch’essa gialla.
Una Signora gentile mi indica un’enoteca dove ceno in maniera eccellente con soli 20 €. Senza vino aimè.
Poi mi incammino raminga per la via in cerca del Circolo delle Civiche Stanze.
Salgo le scale che mi portano ad una porta di legno con vetri satinati.
Ed entro negli anni 60.
Il pavimento di graniglia mi fà pensare a quelle foto dei miei nelle stanze da ballo. I divani rivestiti di velluto dorato. I soffitti altissimi.
Ad un certo punto un raffinatissimo "maggiordomo" ci apre la porta della stanza principale dove si terrà il concerto. La stanza è vasta e molto bella. Altissima anche questa con il soffitto interamente decorato e nel centro un lampadario con pendenti di vetro. Le alte finestre sono impreziosite da suntuosi tendaggi che ricadono drappeggianti verso terra. Nelle pareti applique con goccie di vetro innondano barocca luce bianca. Il posto ha sicuramente vissuto momenti migliori, ma la lieve decandenza aggiunge fascino, non ne sottrae. Se ascolti puoi sentire ancora la musica di altri tempi in sottofondo, il frusciare dei vestiti svasati in satin. L’odore di fumo invece è lo stesso.
Loro sono disposti in un angolo. Sono solo due. Paolo e Gugliemo.
Davanti a loro Chitarre, piano e Violoncello.
In questa serata questo concerto è stato per me come un balsamo.
Per la seconda volta in pochi giorni ho riscoperto il piacere puro di fotografare in piccoli ambienti, curando con estrema cura i particolari, ricercando le foto, attendendo i momenti  già visti prima negli occhi. Senza l’ansia che mi assale ultimamente sotto i palchi quando il tempo è così poco.
Il concerto è stato estremamente minimale e intimo. Malinconico.
In molte occasioni sono arrivata vicino alle lacrime.
Non sono mancati i momenti di ilarità, non è mancato niente.
Sono stati un balsamo per il cuore e questa notte rimarra in me per molto tempo.
Ne sono sicura.

Un abbraccio intenso di cui avevo estremamente bisogno.


Cancro (21 giugno – 22 luglio)

"Da grande voglio diventare un fiume", mi ha scritto Ramona McNabb. Nel corso di quest’anno, Cancerino, dovresti avere la stessa aspirazione. Avrai il potere di generare un diluvio di cose positive, anche inattese, se coltiverai la capacità di essere perfettamente te stesso. Continua a scorrere seguendo i ritmi del cielo e della terra, senza lasciarti fermare dalle variazioni di buio e di luce, innamorato del moto costante della tua forte corrente.

22 gennaio 2009

  


Ringrazio Dio Che mi Ha Fatta Troppo Poco Intelligente 🙂

Non vedo l’ora di essere a stasera

Ma ..??
Che c’è l’eco??

21 gennaio 2009

Il Venti gennaio 2009 rimarrà una data storica, ed è buffo pensare che anche fra 50 anni qualche particolare di questa giornata sarà ben fisso in ognuno di noi.
Mi auguro veramente che la situazione sia veramente a un punto di svolta, mi auguro davvero di poter provare anche io, anche da noi, la stessa fiducia nelle istituzioni e nella politica che ieri si percepiva guardando i servizi in tv. Mi auguro che la politica e il potere possano essere di nuovo investiti  di senso di responsabilità e serietà.
Più che un desiderio credo che questo sia un passo necessario e credo sia opportuno che le persone prendano coscienza di questo.
Ci vuole conoscenza, consapevolezza e capacità.
Spero possa terminare presto l’era del "fuffa".

Questa giornata rimarrà ancora più impressa in alcuni di noi perchè è arrivato un Bambino nuovo già soprannominato Francesco Obama. 🙂

Auguri.

20 gennaio 2009

Accadono cose strane sul web..

Ogni tanto mi metto a cercare e trovo delle cose esilaranti..
[Sarà per questo che mi conoscono tutti a Santa Cristina??]
Come diceva il "Marocchino" di Livorno Evaluch, che tradotto sarebbe Guarda

Poi accade questa cosa stranissima.. in un articolo del 2004 c’è una foto fatta nel 2008
Bho!!

Poi accadrà anche che le foto del Concerto Casalingo dei Marta siano messe dalla Cyc su Rock.it.
E anche in questo c’è molto da sorridere.

Accadono cose strane anche non sul web..

Per esempio ieri sera sono riuscita ad arrossire davanti a un folto pubblico alla presentazione del corso Fotofrafico di Oscare Marco e Nedo ( Ordinati per Anzianità, e in ordine alfabetico )

Poi per oggi nn accade più nulla.. e spero basti così 🙂

19 gennaio 2009

Fattoria Cavaglioni San Rocco a Pilli 18 Gennaio 2008

Dopo innumerevoli pressioni da parte di loschi figuri sono stata costretta a catapultarmi senza difese nel magnifico mondo di Facebok. Non ho capito l’utilità di questo ulteriore sito d’aggregazione e credo continuerò ad ignorarla per lo meno fin quando continuerò ad aggiungere come amici gli stessi amici che ho già su Myspace e su Flickr o siti similari.
Comunque, tant’è.
C’è però una cosa a cui è servito questo Fcebok e devo dargliene atto.
L’altro giorno, non so bene come, sono stata invitata a iscrivermi al gruppo degli "House Concert" dei Marta Sui Tubi.
Non ho nemmeno finito di leggere la presentazione del gruppo  che con un occhio leggevo e con quell’altro scrivevo la lettera per essere invitata la concerto che si sarebbe tenuto tre giorni dopo a "Siena". Questo sole se fossi rientrata nei fantomatici fortunati che si sono prenotati in tempo. Ovviamente la fortuna ha voluto che dentro ai fortunati ci fossi anche io.
Tutto questo macchinoso preambolo solo per dire che ieri sera, dopo essermi arricciolata i capelli causa overdose di umidità, sono montata in macchina alle 19 corredata da: istruzioni per raggiungere San Rocco a Pilli, navigatore satellitare inutile, macchine fotografiche e una notevole dose di entusiasmo per andare a casa di sconosciuti a vedermi un concerto. Ah, dimenticavo la bottiglia di vino.
Arrivare alla casa è stato un po’ complicato, specie quando in mezzo alla superstrada dopo Siena il navigatore ha cominciato a dirmi di fare inversione a u appena potevo o svoltare a sinistra appena potevo.
Misteri.
Dopo innumerevoli indicazioni sono riuscita a giungere alla Fattoria di Cavaglioni e una candela vicino ad una porta aperta era ad indicarmi che quello era il posto giusto.
Che se c’è una caratteristica saliente di ieri è appunto il fuoco.
Il posto è immerso nel buio totale, ma anche così sono ben consapevole della bellezza di quello che mi circonda. Una Fattoria in mattoni rosa, tipici delle costruzioni senesi. L’edificio è lungo e su tre piani. Credo che un tempo siano state stalle con sopra un fienile. Ma non saprei dire.
Si sale le scale e in cima una piccola porta bianca di legno dà accesso al Secret Show.
All’entrata un moderno Caronte introduce in un ambiente che ha in comune con l’inferno soltanto due cose. Il Colore e il Fuoco.
La stanza è bellissima. Rettangolare, grandissima. Al centro un camino enorme con gli strumenti davanti. Di fronte lo spazio è stato ricoperto da innumerevoli tappeti in modo che le persone possano sedersi in terra. Di lato una serie di divani e sedie a formare un ferro di cavallo. Dietro i divani da una parte il buffet autoprodotto dagli ospiti e dell’altra un biliardo.
La stanza è illuminata da candele appoggiate ovunque e due faretti illuminano lo splendido soffitto a volte in cotto.
Avevo già partecipato ad un concerto casalingo in casa di sconosciuti. L’altra volta era stato piuttosto imbarazzante perché ero una delle poche persone estranee presenti nella stanza.
Questa volta invece lo spazio è molto vasto e la gente piuttosto numerosa. Non trovo imbarazzo nel fraternizzare con le persone, nel tagliare salame e dolci, nel versare vino a perfetti sconosciuti.
Mi ritrovo anche in bagno a far pipì con due sconosciute che tengono la porta .. ma questo fa parte della lato scabroso che non bisogna raccontare ( hahaha )
Tutto è naturale. Sarà il calore di questo fuoco che tinge tutto di rosso, sarà il vino. Sarà che l’attesa è veramente tanta.
Il Concerto inizia con la Band di Casa i “Dedalo” per me sconosciuti ma piacevolmente incontrati.
Due chitarre batteria e voce. Seduti intorno al camino. La voce di Berenice è bella e particolare.
I pezzi proposti raffinati e curati. L’atmosfera è creata.
Piccola pausa fumo e poi finalmente il concerto dei Marta inizia.
Stasera sono in tre, la band storica. Al centro il chitarrista a sinistra il cantate e a destra il batterista provvisto solo di alcuni rullanti.
Il set è totalmente unplug.
Di questo concerto potrei raccontarvi per ore. Penso di aver immagazzinato ogni singolo respiro.
Ma sono sicura che ci sono cose che col tempo rimarranno indelebili.
La prima cosa sono gli occhi delle persone totalmente prese. La seconda cosa è l’intimità che si è creata in questa stanza, quasi difficile da spiegare. L’essere a contatto così ravvicinato cancella molte barriere.
La terza cosa è la qualità indiscussa di questi musicisti che in versione acustica sono strepitosi.
Con pochi mezzi, con zero effetti speciali hanno fatto uno spettacolo a livelli altissimi.
Carmelo è mostruoso alla chitarra.
Posso solo augurarmi che questa “moda” possa prendere campo il più possibile.

 

PS:Magari la prossima volta cerchiamo di organizzare meglio il vettovagliamento, così finiremo con altrettanto vino ma anche con qualcosa in più da mangiare 


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