Esco da lavoro, entro in macchina inserisco la chiave e parte la musica.
Sono chiusa dentro il giubbotto, cappello e guanti d’ordinanza con questo freddo.
Ho fuori solo il naso. Nell’aria profumo di niente.
Una musica countri rock di sottofondo punteggia il nero che mi avvolge.
Guido nel traffico, entro in un negozio per qualche regalo di Natale e in un botto riduco a un paio quelli che mi mancano.
Sono le sette e mezzo e non ho nulla da cena. Decido di prendere una pizza.
Fermo la macchina troppo presto e decido di procedere ancora. La riaccendo e singhiozza.
Son due giorni che giro in riserva e credo di essere arrivata al capolinea. Temo, più che credo.
Attendo un attimo immaginando il gasolio ricada. Metto in moto e miracolosamente parte.
Arrivo al distributore per miracolo e la pompa del gasolio è quella più lontano, senza copertura sopra.
Inserisco il contante e premo 4. Gasolio, pompa nera, gasolio, gasolio, nero nero. Non sto sbagliando.
Gasolio gasolio.
Inserisco la pompa continuando a guardarla assicurandomi che non sia benzina [si da quando ho messo la benzina al posto del gasolio ho le fisse…]

Sono li e sento qualcosa picchiettarmi nel giubbotto.
Lascio correre.
Sento ancora picchiettarmi nel giubbotto.

Tadannnn … sta nevicando.

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