E’ stupido, ma avrei voglia di scriverti una lettera.
Mi immagino le parole scritte con una stilo blu su una carta volor panna.
Scritte con una bella calligrafia. In effetti per nulla mia, perchè io ho sempre avuto pensieri e parole troppo aggrovigliati per poter scrivere con una bella calligrafia.
Vorrei ascoltare lo scorrere e il rumore che produce la punta sulla carta, come in "Brucio".
Ricordi?
E vorrei descriverti di nuovo tutti i passi, i pomeriggi, i sorrisi.
I respiri di quando si corre o si ha il cuore in subbuglio.
Ti scriverei per liberarmi del peso di questi giorni che come acquello perdono colore lasciando solo macchie di pensieri e sensazioni, che ricopro e riscopro.
Vorrei, come sempre, riavvolgere il tempo per avere il tempo di vivere di nuovo.

Non so se riuscirò mai a scrivere molte delle lettere che scrive la mia mente in questi giorni.
Forse sono parole parole immaginarie, discorsi ipotetici, frasi sconclusionate.
Forse ho sempre avuto pensieri e parole troppo aggrovigliati per poter scivere con una bella calligrafia.

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