E’ molto tempo che non riesco più a scrivere di quello che vivo.
A volte raccontare le sensazioni che provo mi sembra tremendamente stupido.
Ma alcune volte mi rendo conto che non sono l’unica persona che segue i castelli campati in aria che si hanno dentro. La passione, i songni  sono ancora motivazioni che muovono le persone. O almeno questo è quello che mi è dato di capire alcune volte.
Me ne rendo conto in serate come quella di ieri sera.
Si crede che gli artisti siano persone che sono mosse solo da sensazioni ma se ti addentri nei meccanismi degli spettacoli ti rendi conto che non sempre è così.
Semplificando all’ennesima potenza per spiegare quello che ho in testa potrei dire che la creavità che nasce con la composizione dell’arte, durante la rappresentazione della stessa, deve essere ingabbiata da una serie di cose. Uno spettacolo per funzionare ha bisogno di prove, tempi, organizzazione. Tutto questo è l’antitesi della spontaneità che c’è nel momento della composizione.
Alcune volte assisti ad uno spettacolo e senti che la parte emotiva è inferiore rispetto a quella schematica.
Ma alcune volte accade l’esatto contrario e sono esperienze fantastiche.

Ieri sera è stata un esperienza fantastica e ho potuto vedere quello che sentivo in mille particolari.
Il primo in assoluto era il modo che i musicisti avevano di cercarsi mentre suonavano.
Probabilmente questo è un retaggio che deriva dalla matrice jazzistica della formazione in cui molto è lasciato all’improvvisazione ma vi assicuro che sono cose spettacolari anche solo da guardare, figuriamo da ascoltare.
Altro particolare indimenticabile sono i movimenti delle dita sul piano. La delicatezza delle dita arcuate e l’urgenza dei movimenti a dita dritte. Il movimento incotrollabile delle gambe sotto il piano.
E poi il violinista e quel modo che avea di alzare la gamba.
Immaginatevi un palco nero con dei drappeggi di stoffa che pendono dietro, rossi o colorati a volte della luci.
Uno sciame di lucciole a illuminare da sopra i musicisti.  E luce e musica che dagli strumenti ti batte direttamente sul sorriso e sul cuore.

Finisce sempre che mi innamoro dei lampadari, ai concerti.
E poi una domanda :

Ma esite una custodia per il pianoforte?? Lo mette dentro e poi lo trascina con una cordina??

 

 

 

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Una Risposta to “”

  1. anonimo Says:

    Baol

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