Viaggi in macchina in solitaria con i pensieri che rimbalzano fra le finestre aperte.
Sabbia che si attacca alla pelle e mezzi tuffi nel mare troppo freddo.
Poi notti calde ma non d’amore.
E risvegli a tempo di bagnasciuga e nuovi occhi stupiti dentro le maschere.
E il mare e le onde alte, la schiuma e gli schizzi durante il rientro in gommone.
E poi di nuovo tanti chilometri da sola a pensare e a guardare, a immaginare.

Sapevo che questo fine settimana sarebbe stato pieno di cose, di persone, di emozioni.
Ma in realtà tutto è andato oltre alle più rosee aspettative.
Anche il finale.

C’è forza nella pioggia che bagna il bordo del lavandino
e le mie braccia tese, oggi.
Non nelle colline, nè nel cielo che tiene bassi gli uccelli
e ha i colori sbiaditi di una polaroid.
Emanuel Carnevali, morto di fame nelle cucine d’America
sfinito dalla stanchezza nelle sale da pranzo d’America
scrivevi
E c’è forza nelle tue parole
Sopra le portate lasciate a metà, i tovaglioli usati
Sopra le cicche macchiate di rossetto
Sopra i posacenere colmi
Sapevi di trovare l’uragano
Dire qualcosa mentre si e’ rapiti dall’uragano
Ecco l’unico fatto che possa compensarmi
di non essere io l’uragano
Emanuel
Primo dio
Rimbaud
Preghiera a cose più belle di me
Rimbaud
Avvento della giovinezza
Immagine perfetta
Senzazione perfetta
E’ nella pioggia, oggi, il vostro grido

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