Due giorni di sole e sapori che mi riportano a tanti anni fà quand’ero piccola e a casa dei nonni si vendemmiava. Ho ripensato allla Nonna che prepara da mangiare per tutti e al Nonno che ci dice di raccogliere ogni minimo chicco d’uva. Se ci fosse stato mio Nonno ad Albola sarebbe impazzito.
Tutto questo mi è venuto prepotentemente in mente riassaggiando dopo tanto un grappolo d’uva colto dai filari.
Ho ascoltato le chiacchere dei vendemmiantori e mi sono lasciata andare al gusto delle immagini.
Non mi ricordavo più come sia confortante fotografare. E’ uno stato di grazia in cui tutti i pensieri sono assopiti e si lascia spazio solo al sentire, allo sguardo e alle forme che si compongono dentro il quadratino nero.
C’erano tanti fotografi.
Poi di notte ho guidato verso Arezzo e in un bar ho trovato il rapitore.
Mi ha offerto il caffè.
Sotto il Karemasli c’erano delle pecore che masticavano chevingum.
Durante il concerto avevo accanto un cammello al contrario che si agitava disortinatamente e un tipo nel cui sangue era contenuta una notevole quantità di alcol mi ruminava di lato sfinendo la mia pazienza.

Ho avuto strane allucinazioni, ho sentito il rumore di elicotteri, e visto gente incappucciata e sul palco c’era un moderno Diogene la cui testa era illuminata da una piccola lanterna.

Poi ho mangiato arrosto, pagato 45euro di autostrada e sorriso.

Una Risposta to “”

  1. anonimo Says:

    Che cosa hai bevuto per avere quelle allucinazioni?:DBaol

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