Nel film muto del 1925 La febbre dell’oro, Charlie Chaplin recita la parte di un cercatore durante la corsa all’oro in Alaska. Dopo una serie di avventure, si ritrova bloccato il giorno del Ringraziamento in una baracca isolata con un bandito di nome Giacomone. Non hanno niente da mangiare, così Charlie si fa venire un’idea: cuoce la sua scarpa destra in un pentolone e la serve calda fumante. Quello che il pubblico non sa è che nella realtà la scarpa era di liquirizia, non di cuoio. Così, anche se a noi sembra un piatto disgustoso, gli attori non ebbero nessun problema a spazzolare la cena. Vedo uno scenario simile nel tuo prossimo futuro, Cancerino: forse anche tu mangerai una “scarpa” fatta di caramello.

Caro Brenzi [sorrido]
Lo so che mi vuoi bene,ormai è evidente.
Le scarpe sono una grande passione da queste parti. Nel senso cristiano proprio. E difatti di Cristi e di Madonne ne girano sempre parecchi/e qui. 
Spero proprio che le scarpe ritornino presto ad essere per me un piatto dolce.

Spererei anche altro, ma la natura delle persone non si cambia e purtroppo certe persone non puoi sceglierle. Ti toccano, e devi tenertele.

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