Sto facendo una registrazione che non mi torna e ora stacco per 5 minuti, cancello un attimo il cervello e poi riparto.
Salire in montagna è stato un esercizio per i miei nervi, e anche per i muscoli, sia quelli delle gambe che quelli dello stomaco.
Era quasi come incastrare i pezzi di un puzle esploso e di nuovo riordinare le cose. Le cose sono andate in maniera diversa da come me le immaginavo, ho preso nuove abitudini anche se in molti posti quello che era è saltato di nuovo fuori. E' buffo quando le persone di un posto così lontano ti riconoscono, ti chiedono, ti.
La vita in albergo è stata molto movimentata. L'invasione dei russi è piuttosto snervante così come la sciatta ricchezza che ostentano. E' stato strano mangiare in casa e non nei soliti posti. E' stato buffo fare la spesa alla Coop di Levane di Santa Cristina, specie quando ci hanno spento le luci per dire che era l'ora di andarcene.
Si sà, i Tirolesi hanno modi garbati di suo.
Le ore trascorse sciando sono state le più belle, anche se il tempo non è stato clemete e il cielo ci ha salutato solo l'ultimo giorno.
Sono stati giorni in assenza di musica, questo è stato molto strano per me. Ho ascoltato tanto i rumori della montagna mentre sciavo. Il silenzio, il cinguettio degli uccellini, il raspare degli sci sulla neve, e il rumore delle seggiovie. Qualche volta mi sono ritrovata a fare delle piste in assoluta solitudine e li è stato bellissimo.
Una sera tornando dal raccordo sotto il pitz sella verso il monte pana mi sono imbattuta in una nebbia fittissima.
Ero sola in mezzo al bianco e non riuscivo a vedere neppure dove fosse la pista.
Era surreale, bellissimo, stordente.
Passando sotto il sottopassaggio alla fine della Cir ho visto un topolino delle nevi, e il giorno dopo per lo stradello che dal Col Raiser va al Seceda ho visto uno scoiattolo nero. Che poi gli scoiattoli sono dei veri esibizionisti, neri nella neve bianca. Ho sorriso di contentezza per questi incontri fortuiti.
Purtroppo incominciavo a trovare le gambe solo verso la fine, e visto il brutto tempo non ho potuto andare ne alla Marmolada ne al Lagazzuoi.😦
Rimpiango di non poter passare altri giorni all'aria aperta, con il vento addosso e la senzazione di forte libertà che sempre provo quando scio e quando sono al mare.
Ho fatto incetta di tovaglie, centri, marmellate e comprato un libro con le ricette dei canederli.
Ieri sera li ho fatti a casa e anche se non erano saporiti al punto giusto non erano affatto male.
Sono stata bene, e spero di poter risalire presto.
Presto.





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