Archive for aprile 2012

Padania

23 aprile 2012

Padania ci arriva un sabato pomeriggio, il lettore cd dell’alfa non lo vuole neppure. Lo ascoltiamo tornando a casa, forse un po distratti dai nostri progetti per le ferie.
Lo rimetti in casa mentre cuciniamo il pesce.
Lo ascoltiamo tante volte. I testi sono impegnati e molte delle parole sono simili ai disagi di questo periodo.

Mi lascio andare a commenti stupidi su Manuel Demetrio Piton, o su Manuel Makeup

Tu ti limiti a poche parole, molto più serie, molto più attente delle mie.
Decisamente parole vere.
Saresti un ottimo critico musicale. Sei un ottimo critico musicale.

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Prove D’ammmore [ … non nulla.. era per dire che anche a me mi piacciono le palle con la neve ..]

19 aprile 2012

Il mio Flidlanzlatlo Pleflelitlo è talmente innamorato di me che quest’anno viene in Corsica – In Tenda –  con me.

La forza dell’ammmore!!
[E che nessuno si azzardi a pensare che è pevvia della crisi e della poca pecunia che ci s’ha ni borsello specie dopo i 4 giorni in liguria… ] M’è toccato promettergli che se ci sta male lo farò intorpidire tutti i giorni con la Birra di Castagna e una quantità immonda di affettati affumicati e prelibatezze varie.. 😀

Approposivo: Ma ve l’ho detto che mi sono intrippata con realtime??

Ok, oggi nella puntata di Buddy the cake boss lui ha fatto una torna StraRomantica.
Scena: due fidanzati a Ny Central Park che pattinano, poi camminano e arrivano in un punto in cui c’è una torta palla di neve in cui sono rappresentati i due fidanzati nella stessa scena.
Il fidanzato è in ginocchio e sta chiedendo alla sua Lei di Sposarlo..
Il lui reale tira un filino e dalla torta fuoriesce un anello..

Tadan!!

Inutile dire che se fosse capitato a me sarei stramazzata dall’emozione per una cosa del genere.

Ok, sono sempre la solita stupida romantica..

Fiori di Campo

17 aprile 2012

Ci sono delle volte in cui certi viaggi in macchina ti lasciano il segno.
Ho perso l’abitudine a quella sensazione che si prova viaggiando al tramonto prima di un concerto.  Ma venerdì sera invece ho ritrovato molti gesti che qualche anno fà erano familiari.
Il venerdì sera è un momento particolare della settimana, tutte le preoccupazioni sono concentrate e all’ennesima potenza ma di fronte hai due giorni liberi.
Questo può produrre tutta una serie di emozioni che sfuma dal nero più totale al bianco purissimo.
Non saprei associare un colore definto a venerdì scorso, ma è qualcosa che assomiglia molto al blu delle penne dei pavoni,  quel blu verde cangiante.
Uno di quei colori che ti riempiono gli occhi. Che fanno dei tuoi pensieri qualcosa di impregnato, mescolato. Un groviglio. Trovi soluzioni che però non sono mai troppo definitive.
Poi salgo in macchina e tutto si trasforma in un momento senza tempo.
Metto in sottofondo qualcosa che mi piace, giusto per dimenticare una canzone piuttosto orribile che ho in testa in questi giorni.
E penso.
Penso che l’insicurezza di questo momento storico mi spaventa come nessna cosa mi ha mai spaventato prima di adesso.
Penso a come potermi costruire qualcosa di solido per perseguire i miei progetti.
Non vedo passare la strada, i miei pensieri sono troppo presenti.

Per mille ragioni mi sono innamorata di te, ma se dovessi dire qual’è quella principale direi semplicemnte che mi piace la tua educazione al pensiero, più della tua bonta e della tua notevole avvenenza ( 😛 ). Questa è una dote che ti invidio, forse se ne avessi una più articolata riuscirei a gestire meglio la centrifuga nel mio stomaco.
Vorrei davvero poter essere una persona lungimirante per vivere in anticipo le situazioni che mi accadono.
Per quanto bellissimi vorrei non essere uno di quei fiori di campo che resistono al gelo ma perdono i petali al primo soffio di vento.

La Seppia, se la conosci la eviti, se la conosci non ti uccide.

13 aprile 2012

Le seppie sono dure.. per un periodo non l’ho mai mangiate perchè una volta le avevo trovate durissime e non mi piacevano. Ed è andata così per anni.
Cioè, nel senso, in mare sono pure bellissime.. ma nel piatto no. Dure come suola di scarpe. Stoppose. Abbestia.

Poi qualche mese fà a casa del mio Flidlanzlatlo Pleflelitlo le ho cucinate coi piselli e mi si è aperto un modo. Le seppie erano buone e tenere. E così l’amore platonico è sbocciato.

E invece no, porca troia. Le seppie sono delle menzognere.
Allora ieri sera sono andata alla Coppe perchè verso le 5 m’era presa la brillante idea di fare il risotto al nero di seppia, perlappunto.

Arrivo li, prendo il mio numero , 104, e al mio turno c’è rimasta solo una solitaria e fottutissima seppia da Kg 1,6.
Cazzomenefò di una seppia da un chilo e sei che sono da sola??
La prendo, è in offerta, magari la congelo.
Arrivo a casa e con tutto l’amore del mondo soffriggo la cipolla bianca metto la stramaledetta lavata e sbucciata e fatta a pezzi a soffriggere, per dieci minuti come c’è scritto sulla ricetta, metto il riso,  sfumo con il vino bianco, e una volta evaporato metto il nero e inizio a bagnare con il brodo.
Un po più avanti aggiungo un po di pomodorini pachino.

Esecuzione perfetta, riso cotto a puntino.

Al primo boccone con la seppia mi sono slogata una mascella a forza di masticarla. Era dura come la gomma.

Caine, maledette, dure e birbissime.

Vi odio.

 

Per essere un inglese del diciannovesimo secolo, David Livingstone era insolitamente aperto. In viaggio in Africa, si riferiva a quelli che allora venivano chiamati “stregoni” come “i miei colleghi”. Nelle prossime settimane, Cancerino, ti invito a prendere esempio da Livingstone e ampliare la tua idea di possibili alleati. Per esempio, considera tuoi colleghi tutti quelli che provano a influire sul mondo come fai tu, anche se lavorano in settori diversi dal tuo. Quale potrebbe essere la tua versione degli stregoni di Livingstone? Esci dalla solita cerchia e guardati intorno alla ricerca di persone che potrebbero indicarti nuove prospettive e risorse che non hai mai immaginato di poter usare.

vt3rr3

10 aprile 2012

Di questi giorni riesco a ricordare solo il sole, lo stare all’aria aperta, il mare e le nostre mani, i sorrisi e la visuale dalle finestre e il vino e il pesce e lo sciachetrà e le scale che a momenti ci viene un infarto. Ma forse era il vino…

E quelle onde che sbattevano forte, oioi oi .. no aspetta com’era??

E un coso di zucchero. E le risate. E le onde che ci arrivano addosso all’improvviso.

Ho dei fiori di ciliegio alle orecchie e tanti sorrisi sulle labbra e Gio Gio ia.
Le nostre gite sono sempre bellissime.
Ho già scritto le recensioni su trippavigion. 😀

No.. noi non saremo mai come quel lucchetto.
Siamo e saremo sempre due simmetrie nel vento.

 

Io e te siamo quei venti che cambiano i deserti

5 aprile 2012

Una sera di primavera, uguale a tante altre ma diversa.
L’alfa è cambiata e anche la via,  stasera dopo tanto ritorno fra le tue note, come tante volte. Sono sempre io ma non sono più la stessa di un tempo.  Ho preparato la borsa cercando di immaginare cosa mi sarebbe servito oltre a quella fame che ti fà guardare le cose con gli occhi giusti. Il viaggio è passato veloce, la sera mi ha nascosto come sotto a una coperta.
Sono arrivata sotto la torre, ho consumato la mia solitaria pizza osservando persone che teoricamente dovrebbero essermi simili.
Poi sono rimasta in silenzio osservando le persone e le loro emozioni. Ritrovandoci moltissime delle mie.
E non mi sono più sentita sola.

Photoset

 

 

Tuttodiseguito

2 aprile 2012

Un paio di tuffi nel mare, divento un pallone e respiro ossigeno amaro.
La mancanza di paura e l’affanno. Mille rimuginii su quello che avrei dovuto fare.
Una cena di sushi, tanta acqua e stare tranquilla, dormire presto e le tue carezze sui capelli quando vieni a dormire e io faccio finta di, o anche quando russo :D.
Sistemare le rose nel giardino e stare di nuovo seduta sul primo scalino un attimo dopo che ho finito di annaffiare. I gatti che stanno in panciolle su quello che resta della mia erba.
Una flittlatla e nuove calezze di sela mentle dolmo.
E svegliarti con i muffin colorati dentro il forno, e allora si .. sono proprio una Fatina.

 

 


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