Sul calare della sera

Ogni tanto mi ricordo di essere una fata e al calar del sole salgo  Santa Maria fra i prati e i fiori. Ieri sera c’erano tanti papaverini belli. E spighe di grano.
Quella Signora della coppe di Sesto era assolutamente convita che la lavanda non si poteva mangiare. E invece si, cara Signora.
Di notte mi fanno compagnia le mie paure mentre guardo in fondo al burrone, e il sonno scompare.
Non ho ancora imparato a guardarci bene come mi dice Brenzi.
Per lui è tutto facile. Io sono un po più suggestionabile e la solitudine mi sta stendendo.
Spesso mi sento un’altalena che dondola bassa bassa.
Domenica per fortuna ritorno al mio mare..
Nettuno, peppiacere, fa che sia una bella giornata di sole e di mare calmo.

Non fingere di non vedere le tenebre. Ammetti la loro presenza. Accettane la realtà. E poi, caro Cancerino, allontanatene con nonchalance, rifiutati di combatterle o di lasciarti spaventare. In altre parole, affronta le difficoltà senza rimanerci invischiato dentro. Guarda giù nell’abisso per imparare a conoscerlo, ma non restare bloccato lì e non lasciarti sopraffare dal suo presunto potere ipnotico. Resterai sorpreso di quanto sia rassicurante comportarsi semplicemente come un osservatore obiettivo e distaccato ed evitare reazioni esagerate.

 

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