Archive for luglio 2013

Dal 1975

25 luglio 2013

Ero piccola e dopo la scuola quando tornavo andavo in fabbrica dai miei.
Mia mamma mi faceva timbrare i numeri sulle scatole.
Mi piaceva tanto. E’ da sempre che nella mia vita ci sono le scarpe, la mia famiglia ne produce dal 1975 e io ci sono sempre stata nel mezzo. E anche gli altri.
Non ho idea di quante siano le scarpe che abbiamo prodotto, ma abbiamo imparato tantissimo e anche se spesso la tensione è stata alta anche le soddisfazioni non sono mancate.

Vado sempre a vedere le mie scarpe dentro i negozzi.
Quando sono li le prendo di nuovo in mano e mi vengono in mente tutti i problemi che abbiamo superato. E’ buffo vederle li, bellissime. I commessi vedono che io le tocco in maniera diversa da un acquirente normale.
Nessuno conosce la loro storia in quei momenti, Io conosco invece molti segreti che nessuno saprà mai.

In quei momenti tutto l’amore che ho per questo lavoro esplode.In silenzio, son cose che non si raccontano.
Non ho bisogno di nessun elogio.
A me bastano le mie consapevolezze.

Fra pochi giorni ci trasferiremo nella nuova sede..Sarà bello ma sarò anche triste.. Questo è l’unico luogo in cui ho sempre lavorato. Negli ultimi venti anni ho trascorso dentro questo ufficio, dentro questa azienda quasi tutte le mie giornate.

18 Luglio

18 luglio 2013

Il 18 luglio 2013 ė una data che rimarrà fissa nella memoria di tutti noi a lungo. Oggi un Marinaio e una Fatina hanno difeso il nostro stendardo. Malgrado l’impegno dovremo attendere mercoledì prima che ogni pericolo possa considerarsi scampato.

Se esistono buone stelle, anche al di sopra di queste grigie nuvole, stasera devono splendere solo per la mia Famiglia che in questi anni non ha fatto altro che impegnarsi e dare il meglio che era possibile.

Brindiamo!

Un giorno sarò un illuminato Re

15 luglio 2013

Il giorno del mio compleanno..

Distillandosi

1 luglio 2013

A volte una visione in controluce ti mostra nettamente che nella vita non si è altro che fiori appesi per un piccolo e fragilissimo stelo.
Ondeggiamo cercandoci incuranti della nostra stessa fragilità.
In quell’attimo ho compreso la crudeltà della lontananza e il groppo in gola che deve nascere temendo che certi abbracci possano essere “L’ultimo Abbraccio”.Tutto questo è crudele e commovente.
Gli esseri umani sono meravigliosamente complessi e stupidi nello stesso tempo…

Come si sopporta il peso della perdità?
Come si potrebbe vivere se non avessimo il dono dell’incoscenza.

Eppure in certi abbracci in certe lacrime c’è l’essenza dell’essere, di tutto quello che siamo stati e di tutto quello che lasceremo qui una volta dipartiti.


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